Il Tar. «Con quel pronunciamento si arriva quasi a negare che Siracusa sia patrimonio Unesco» "Yogi" Berra dei New York Yankees lo diceva sempre ai giocatori che allenava nella Major league di baseball: «Non è finita finché non è finita». Una frase semplice, divenuta aforisma e memento per generazioni. E probabilmente lo studio legale Giuliano l'ha fatta sua e ieri in conferenza stampa ha lanciato una serie di bordate per riaprire la vicenda Open Land, che viaggia su un doppio binario: revocazione della sentenza del Cga di Palermo e dunque del provvedimento che condanna il Comune al pagamento dei danni subiti (ma non quantificati) dal privato; ricorso al Cga sulla sentenza del Tar che aveva definito illegittime le posizioni delle associazioni ambientaliste. Partendo da quest'ultimo provvedimento, il più ovvio, il collegio difensivo - formato dagli avvocati Corrado Giuliano, Giovanni Sallicano e Marilena Del Vecchio, ieri (assieme a rappresentanti del M5S, Ettore Di Giovanni, Giuseppe Patti e Fabio Granata) - ha spiegato i motivi di appello alla sentenza del Tar: «Con quel pronunciamento si arriva quasi a negare che Siracusa sia patrimonio Unesco e ciò appare un indice di disattenzione del giudice - ha detto Giuliano -; inoltre definire non rappresentative le associazioni ambientaliste rischia di diventare un precedente importante e non può passare». Il Tar aveva infatti ritenuto che le associazioni Davide contro Golia e Grilli aretusei non rappresentassero la collettività mentre, nel caso di Legambiente, si tratterebbe di un «ministero pubblico» quando invece rimane una parte privata del giudizio amministrativo. Il Tribunale etneo aveva inoltre rilevato che l'unico sito Unesco sia la Necropoli rupestre di Pantalica (e non il parco delle mura Dionigiane), senza alcuna attinenza alla parte occupata dal centro commerciale e ritenendo quindi di non poter sapere quali vizi causerebbe ai valori archeologicI, monumentali e paesaggistici dell'area. Vizi che però sarebbero stati confermati dall'altra sentenza del Cga, che sembrava aver messo la parola fine alla questione riguardante il diniego della concessione edilizia, confermando le impressioni delle associazioni: teoricamente i lavori non avrebbero potuti nemmeno iniziarli. Ciò per il carico urbanistico più intenso rispetto a quello previsto nel Prg e per un difetto dei presupposti urbanistici causato dalla confusione fatta tra destinazione commerciale (quale sarà) e fieristica (quale sarebbe dovuta essere in prevalenza). La decisione dei legali di parte ambientalista appare una novità nella vicenda: censura della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa e richiesta di revocazione della stessa fatta allo stesso organo amministrativo. «Dimostreremo che Open Land aveva contezza della richiesta di integrazione documentale da parte del Comune - hanno spiegato gli avvocati Giuliano e Sallicano - e chiederemo al Cga di riformulare la sentenza, in quanto è stata trascurata la presenza di alcuni documenti, tra cui proprio il fatto che Open land abbia ricevuto in tempo le prescrizioni. Ciò interrompeva i termini del silenzio assenso con cui è stato concesso il via libera a costruire, così come confermato dalla precedente sentenza del Tar». Nel pronunciamento antecedente, infatti, il Tar aveva escluso la richiesta di risarcimento danni per la questione del centro commerciale Fiera del Sud confermando la mancata formazione del silenzio assenso e non assegnando alcuna colpa ai funzionari pubblici che avevano portato avanti la pratica, riconoscendo nell'operato dell'amministrazione l'esistenza di un'obiettiva difficoltà di interpretazione della normativa in un settore complesso. Per quanto riguarda il risarcimento danni milionario che dovrebbe essere pagato dal Comune all'impresa, l'ammontare della richiesta (25 milioni di euro) è stato nuovamente contestato e gli avvocati attendono la dimostrazione della somma con atti ufficiali, ma non si limitano a ciò e passano al contrattacco: «Riteniamo sia l'amministrazione comunale a dover chiedere un risarcimento, piuttosto che pagarlo». Luca Signorelli 01082013