LO STOP è arrivato a 24 ore dalla scadenza del bando, dopo gli appelli lanciati da Italia Nostra, Cittadinanzattiva e Carte in Regola che chiedevano di «fermare la svendita ai privati di una delle più importanti aree archeologiche del Centro». OSPESO il bando di gara per la concessione a un soggetto esterno del Teatro di Marcello. Gli spazi di Roma e dei romani restino alla città" ha twittato nel pomeriggio il sindaco Ignazio Marino. Ma la decisione di sospendere il bando voluto dall' amministrazione Alemanno, che avrebbe dato in concessione a privati per 20 anni l' area monumentale del Teatro di Marcello, era stata maturata dalla giunta già lunedì sera, su proposta dell' assessore alla Cultura, Flavia Barca. Proprio oggi sarebbe scaduto il termine per la presentazione dei progetti da parte dei soggetti interessati a gestire per due decenni l' area archeologica che comprende non solo il Teatro di Marcello, ma anche il Portico d' Ottavia, i Templi di Apollo Sosiano e di Bellona, l' ex Albergo della Catena e l' area di scavo di Monte Savello. Ma il Campidoglio ha deciso di bloccare tutto «per riesaminare il bando e valutare le possibili soluzioni e strategie più vantaggiose per l' amministrazione, nell' ottica di garantire maggiori risorse per la valorizzazione dei beni culturali di Roma». «La giunta ha ritenuto necessario e urgente disporre la sospensione della gara, per svolgere un' approfondita valutazione sulla convenienza e opportunità della procedura» spiega il Campidoglio in una nota. Il mandato per svolgere le ulteriori valutazioni sul bando, entro 120 giorni a partire da ieri, è stato affidato alla Sovrintendenza capitolina. «Abbiamo agito in un' ottica di trasparenza per l' amministrazione e i cittadini - spiega l' assessore Barca - Questa fase sarà utile per ragionare al meglio sugli obiettivi e sulla strategia migliore per la valorizzazione dell' area monumentale, visto che la concessione prevista dal bando é per i prossimi 20 anni, un periodo decisamente molto lungo. Inoltre, il nostro scopo è di trovare una soluzione che sia la più vantaggiosa per l' amministrazione considerato il mutato quadro economico e di finanza pubblica». Il bando sospeso prevedeva, infatti, di affidare a privati per 20 anni la gestione del complesso archeologico, trasformato in un sito con accesso a pagamento, a fronte di investimenti per la sua valorizzazione e manutenzione da circa 2 milioni di euro. Il ricavo complessivo stimato della concessione ammontava a circa 16milioni di euro, di cui solo 4 però sarebbero finiti nelle casse del Campidoglio. Anche per questo, Cittadinanzattiva aveva chiesto «perché un bene così prezioso non possa essere gestito anche con profitto dall' amministrazione comunale in collaborazione con gli enti di tutela», mentre Italia Nostra aveva sottolineato la mancanza nel bando «di garanzie di verifica e monitoraggio della gestione»e criticando «la possibilità di subappalti». E, nelle scorse settimane, anche il Movimento 5 Stelle aveva presentato un' interrogazione in consiglio comunale sulla questione. A criticare la scelta del Campidoglio è, invece, Federico Mollicone, dirigente romano di Fratelli d' Italia ed ex presidente della commissione Cultura: «La giunta Marino parla di sussidiarietà, ma la nega nei fatti. Sospendere il bando è un errore».