NUOVA bufera su Claudio Scajola. L' ex ministroè indagato dalla procura di Imperia per riciclaggio. L' inchiesta, un filone di quella di aprile sul finanziamento illecito ai partiti e abuso edilizio, riguarda la mancata vendita di un immobile di Imperia di proprietà della moglie, Maria Teresa Verda. L' acquirente era il vice presidente della provincia di Savona, Silvano Montaldo, commercialista dell' ex ministro. In particolare l' attenzione della polizia postale e della guardia di finanza si è concentrata su una caparra da 50.000 euro versata dal professionista e riguarderebbe un' ipotesi di riciclaggio per la compravendita di una porzione dello studio in via Bonfante, ad Oneglia: l' ipotesi degli inquirenti è che si tratti di una forma di finanziamento illecito. Documenti sono stati sequestrati a casa e nell' ufficio di Scajola che di Montaldo, ma anche nella cantina della madre dell' ex parlamentare. Neanche il tempo di chiudere la porta, che il campanello ha suonato di nuovo a casa dell' ex ministro. Questa volta a mostrare il mandato di perquisizione sono statii carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Savona, che hanno controllato alcune reperti risalenti all' epoca romana, sequestrandone uno. Si tratta dell' indagine del pubblico ministero Giovan Battista Ferro della Procura di Savona sui ritrovamenti archeologici trafugati da relitti dell' isola Gallinara, di fronte ad Albenga, finendo a casa di alcuni politici e noti personaggi del ponente ligure. L' indagine era culminata nel maggio scorso con l' arresto dell' ex assessore di Ceriale Giovanni Battista Pesce nella cui abitazione vennero ritrovati alcuni oggetti antichi. La notizia è stata confermata dal suo legale, l' avvocato Marco Mangia. «Il mio assistito - assicura - ha fornito spiegazioni e documentazione della Sovrintendenza sulla regolare detenzione di quegli oggetti». Il procuratore capo di Imperia, Giuseppa Geremia, ha detto che si tratta "di provvedimenti che rientrano nell' ambito dell' inchiesta sul finanziamento illecito ai partiti, avviata nello scorso mese di aprile". Scajola, all' uscita dagli uffici della Polizia postale di Imperia, ha chiarito di essere tranquillo e ha spiegato cosa è accaduto: «Ho un' anfora in giardino, da moltissimi anni, ma per fortuna mia moglie ha potuto esibire una certificazione del Ministero dei Beni Culturali con il numero di protocollo e il numero di posizione che permette la sua conservazione» Per quanto riguarda la seconda perquisizione afferma che " è relativa ad una transazione per una proprietà di mia moglie per una promessa di vendita, mi pare cinque anni fa, relativa da una porzione dello studio professionale che mia moglie ha sotto i portici ad Oneglia. La perquisizione fa riferimento a quella precedente per i presunti abusi edilizi».