«IL SANTUARIO e l'agro romano che lo circonda è un luogo sacro per i pellegrini e merita rispetto». Don Pasquale Silla, rettore del Divino Amore, si spende in prima persona per dire "no" alla discarica di Falcognana. Come mai è contrario all'ipotesi della cava? «Il lembo di terra intorno al Santuario è considerato terra sacra, "terra della Madonna". Non si devono violare i sentimenti della credenza popolare e neanche quelli dei cittadini che vivono sull'Ardeatina. Molti di loro mi hanno espresso preoccupazione per la discarica». Per esempio? «Nessuno vuole vivere vicino a una cava che verrà riempita con l'immondizia e quest'opinione è diffusa anche tra i miei parrocchiani. E io sto con la gente. Ma c'è anche un altro motivo: l'Ardeatina è già una strada molto trafficata, con il passaggio dei camion cosa succederebbe?» Teme ripercussioni sul Santuario? «Il Divino Amore, per i suoi vincoli artistici e paesaggistici, è un bene di tutta la città, dei credenti ma anche dei non credenti. Non lontano dalla discarica c'è anche il rudere del castello Gerini con una cappella che da anni abbiamo chiesto di ristrutturare ma stiamo ancora aspettando i permessi. In questo territorio dobbiamo il più possibile accendere luci positive dell'arte, della bellezza e della natura non aprire una discarica». Pensa che la discarica possa influire sulle visite al Santuario? «Per Falcognana passano molti pellegrini provenienti da Albano e Santa Palomba e camminare per chilometri respirando i miasmi non sarà piacevole. Ma i pellegrini non si fanno intimidire, superano tutti gli ostacoli. Spero che ci sia un senso di responsabilità delle autorità affinché prendano una decisione responsabile per questa realtà ambientale e che sia il più possibile condivisa con il territorio».