ADESSO è ufficiale: la Provincia di Torino ha detto no all'impianto fotovoltaico nel parco della Vauda, nel basso Canavese. La decisione, già annunciata nelle scorse settimane, è ora un atto formale della giunta. E mette la parola fine a una vicenda che dura da alcuni mesi e che ha visto contrapporsi l'ente guidato da Antonio Saitta, i comuni coinvolti (tranne Lombardore che invece era favorevole), Slow Food e i comitati di cittadini, che contro i 72 ettari di pannelli fotovoltaici hanno raccolto 4 mila firme, e dall'altra parte il ministero della Difesa. Che però in questi mesi non si è mai fatto sentire, tanto che il presidente Saitta ora passa all'attacco: «Il governo parla di ambiente ma non lo protegge. La nostra è una battaglia isolata». Il terreno di scontro è il progetto di un parco fotovoltaico sui terreni dell'ex poligono di tiro, all'interno del parco della Vauda. L'idea faceva parte di un piano nazionale di valorizzazione delle aree militari dismesse sparse per l'Italia, 67 caserme e 13 terreni, che un'azienda del ministero, la Difesa spa, deve trasformare in impianti per l'energia pulita. Nei mesi scorsi sono state fatte le gare d'appalto per le imprese e, per l'ex poligono di tiro della Vauda, ha vinto la tedesca Belectric, che lì avrebbe dovuto realizzare un mega impianto fotovoltaico, con un investimento da 80 milioni e 45 megawatt di energia prodotta. Il progetto ora è stato bocciato e, a meno di ricorsi da parte del governo, la partita dovrebbe essere chiusa. «Le motivazioni con le quali abbiamo detto no a quell'impianto sono tecniche, di carattere ambientale, paesaggistico, urbanistico e si basano su precise normative» ha spiegato il presidente Saitta. «Le linee guida regionali sulle energie rinnovabili ci dicono che gli impianti devono essere installati su aree già compromesse - ha precisato - e il nostro piano territoriale, approvato con legge regionale, va nella stessa direzione. È lo stesso strumento che l'anno scorso ci ha consentito di dire no a Ikea che voleva fare uno stabilimento su un terreno agricolo. In questo caso io dico: va bene l'energia pulita, ma la si faccia sui tetti d'amianto, non sui terreni pregiati e nelle riserve naturali». La conclusione di Saitta è quindi molto semplice: «Anche il ministero della Difesa deve rispettare le leggi, anche se in questi mesi ci ha completamente ignorato». La Provincia nelle scorse settimane ha scritto ai vari ministeri coinvolti, Difesa appunto, Agricoltura e Ambiente, per anticipare il parere negativo arrivato ieri e provare a trovare soluzioni condivise. Ma nonè arrivata nessuna risposta. «Se ci fosse stato un dialogo- ha spiegato l'assessore Roberto Ronco- avremmo potuto valutare insieme una diversa sede per l'impianto, e dare una mano per trovare caserme e capannoni su cui mettere i pannelli».
PIEMONTE - Bocciato il fotovoltaico alla Vauda
La Provincia di Torino ha deciso di bocciare il progetto di un impianto fotovoltaico nel parco della Vauda, nel basso Canavese. La decisione è stata presa dopo aver raccolto 4 mila firme di cittadini che si opponevano al progetto. Il progetto era parte di un piano nazionale di valorizzazione delle aree militari dismesse, ma la Provincia ha deciso di non seguire le linee guida regionali sulle energie rinnovabili. La decisione è stata motivata da motivazioni tecniche, ambientali, paesaggistiche, urbanistiche e da normative regionali. La Provincia ha anche scritto ai vari ministeri coinvolti, ma non è arrivata nessuna risposta.
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