I CAPOLAVORI di Prato devono tornare nella loro sede naturale. Questo è il messaggio che il presidente della Toscana Rossi affida alla lettera inviata a Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin che nel 2008 acquistò Cariprato con Palazzo degli Alberti e tutti i dipinti e gli arredi che conteneva. Rossi propone a Zonin una sorta di "scambio": i quadri tornino a Prato per essere esposti in un nuovo museo da realizzare nell' ala più antica dell' ospedale Misericordiae Dolce, che sarà sgomberato a settembre. E sempre nello stesso luogo potrebbero trovare posto anche le altre dieci opere del palazzo che i vertici della banca vorrebbero portare in Veneto. Rossi ha informato dell' iniziativa anche il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray e il presidente del Veneto Luca Zaia. Rossi punta sulla sensibilità di Zonin. «Non mi sfugge la delicatezza della questione giuridica che sollevo dal momento che le opere sono inevitabilmente le opere sono di proprietà della banca. Voglio però richiamare la sua attenzione affinché la collezione del Seicento Fiorentino mantenga la sua integrità e la sua diretta relazione con l' ambiente culturale in cui le opere hanno avuto origine e in cui trovano parte non minima del loro significato. Il rapporto con la comunità e con il territorio in cui questi quadri sono stati concepiti e per lunghi anni hanno rappresentato motivo di identificazione è un aspetto importante. Credo che il trasferimento e lo smembramento della collezione della galleria degli Alberti sarebbe un colpo pesante non solo per la città di Prato ma soprattutto per l' idea stessa del ruolo delle opere d' arte nella vita culturale e sociale di un paese». (s.p.)