Ravanusa. «Saraceno è nostro! ». Ieri presso la Biblioteca Comunale, i Sicani del Monte Saraceno hanno presentato la nuova associazione che ha lo scopo di riportare l'attenzione sul territorio e di riscattare le antiche vestigia del sito ARCHEOLOGICO che fu sicano prima della colonizzazione ellenica. Ubicato lungo il medio corso del Salso-Himera, il luogo è stato spesso dimenticato e lasciato all'incuria e alle sterpaglie. Il Presidente, Antonino Licata Caruso, fortemente appassionato alla storia, crede nella possibilità di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni, attraverso azioni chiare e condivise. «L'attività dell'Associazione - si legge in una nota stampa - è stata fin dall'inizio molto intensa, caratterizzata da una vera e propria campagna di sensibilizzazione tra i più giovani, molti dei quali sconoscono il sito. Di grande importanza per la nostra crescita è stato il confronto con altre realtà, quali Morgantina, Valle dei Templi e Macalube di Aragona. In questi luoghi, seppure con molte difficoltà, sono state intraprese iniziative volte alla diffusione di messaggi propositivi per il giusto riconoscimento che di diritto spetta a quei territori che, come il nostro, sono stati abbandonati dalle istituzioni e dimenticati da tutti». Tra i presenti Antonino Licata Caruso, Colomba Di Pasquali, archeologo, Massimo Cultraro, archeologo e Senior Researcher CNR Catania, Francesco Di Natali, presidente Sicilia Antica, e Francesco Romano, architetto. M. Serena Milisenna 27072013
SICILIA - Ravanusa. Costituita nuova Associazione Si chiama Saraceno è nostro
I Sicani del Monte Saraceno hanno presentato una nuova associazione con lo scopo di riportare l'attenzione sul territorio e di riscattare le antiche vestigia del sito archeologico. L'associazione, fondata da Antonino Licata Caruso, ha iniziato una campagna di sensibilizzazione tra i giovani e ha confrontato le proprie esperienze con altre realtà archeologiche. L'associazione si propone di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni per il riconoscimento del sito e per la sua protezione. Il sito, ubicato lungo il medio corso del Salso-Himera, è stato spesso dimenticato e lasciato all'incuria.
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