«SONO affreschi di altissima qualità, esempio di un umanesimo artistico del nord italiano che ha tra i grandi esempi Mantegnae Foppa. L' autore, che ha subito influssi francesi, è di cultura sofisticata, lo si riscontra nella definizione dei personaggi, nell' impianto architettonico. Eppure, questi affreschi sono in pericolo e rischiano di sparire: di questo ho informato stamane (ieri per chi legge, ndr) il ministro Massimo Bray, che si rivolgerà al più presto al direttore Mario Turetta perché intervenga per salvarli». Un infervorato Vittorio Sgarbi, in questi giorni in Piemonte - era mercoledì alla Reggia di Venaria, per una lectio su Caravaggio, nell' ambito della mostra di Mattia Preti - spezza una lancia in favore dei dipinti datati intorno al 1480 che ornano la volta dell' abside della cappella di Sant' Anna, a Cercenasco (l' autore, di cui si sa poco, è stato battezzato dallo storico dell' arte Giovanni Romano proprio "Maestro di Cercenasco"), a pochi chilometri da Pinerolo. E non perde occasione per lanciare strali nei confronti del precedente primo cittadino Germano Dealessandri (di Cercenasco è anche l' ex vicesindaco torinese Tom Dealessandri, infatti il comune era finora noto alle cronache, più che peri dipinti del XV secolo, per le partite a bocce tra questi e l' allora sindaco Chiamparino) che - parole di Sgarbi - «non ha esitato a buttare via soldi per un monumento in ferro battuto alto 8 metri al centro di un rotatoria e per affidare la copertura di un tombino all' artista Paolo Grassino. Mi dicono che su questo Grassino, che ha guidato la rivolta degli artisti torinesi contro al mia Biennale, abbia investito 50 mila euro e gli abbia pure dedicato una lapide: per il maestro di Cercenasco, che può competere con il maestro del Castello di Manta e con Macrino d' Alba, invece nulla: infatti i suoi affreschi rischiano di sparire». Per vederli, Sgarbi si è fatto aprire il portone della cappella, un tempo annessa al castello, alle 4 di notte. Ricoprono le quattro vele della volta e raffigurano lo Sposalizio della Vergine, l' Annunciazione, la morte della Madonna circondata dai dodici Apostoli e l' Incoronazione della Vergine da parte di Cristo e del Padre, attorniati da angeli. Sull' arco che sostiene la volta, due rosoni raffigurano un nobile e una dama, certamente i signori del tempo. A questi affreschi è stato dedicato cinque anni fa un volume, edito da Marco Valerio, firmato dalla storica dell' arte Viviana Moretti. Poiè arrivato il degrado: «Si sono avute infiltrazioni, al resto ha pensato il guano dei colombi, liquefatto dalla pioggia. C' è già una crepa su una delle vele, dove l' intonaco si sta staccando, il rischio è che con la stagione fredda ci sia una caduta e la situazione precipiti - dice Marco Civra, presidente del Centro Studi Silvio Pellico di Saluzzo, ora tra i promotori del Comitato per la salvaguardia della Cappella di Sant' Anna di Cercenasco, istituito il 15 luglio, anche con l' idea di aprirla alle visite, con l' aiuto di volontari - Abbiamo sentito la Soprintendenza, siamo in attesa che succeda qualcosa». E qualcosa forse, dopo l' intervento a gamba tesa di Sgarbi, succederà, visto che il ministro Bray ha promesso di occuparsene. «È d' accordo con me, per gli amministratori spesso la storia è un peso. Ho anche chiamato il direttore Alberto Vanelli a Venaria, chiedendogli di sollecitare un sopralluogo dei tecnici di quel Centro di restauro».
PIEMONTE - A Cercenasco rischia di sparire un tesoro d'arte del Quattrocento
Affreschi del XV secolo, attribuiti al "Maestro di Cercenasco", sono in pericolo di degrado e rischiano di sparire. La cappella di Sant' Anna, a Cercenasco, è stata oggetto di infiltrazioni e danni, causati dalla pioggia e dal guano dei colombi. La situazione è stata descritta come "precipitosa" e "degradata". Vittorio Sgarbi, un artista e critico, ha spezzato una lancia in favore dei dipinti e ha lanciato critiche contro il precedente primo cittadino di Cercenasco, Germano Dealessandri. Sgarbi ha anche chiesto l'intervento del ministro Massimo Bray per salvare i dipinti.
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