BLITZ estivo, per tagliare i primi alberi, da parte dell' impresa che ha smantellato il cinema Eden di Pegli per farne un autosilos interrato. La Soprintendenza reagiscee impone uno stop legato alla nidificazione degli uccelli, anche se, probabilmente, in autunno la vittoria del cemento sarà inevitabile. Comunque sia, per qualche settimana il Comitato di cittadini che si batte da anni contro l' intervento può tornare a sperare. La cronistoria di queste ultime ore la racconta Mauro Avvenente, presidente del Municipio che ha sempre espresso parere contrario al progetto: «In effetti - spiega Avvenente - come spesso accade in cantieri contestati, c' è stata un' inattesa ripresa dei lavori in questo periodo in cui molti residenti sono in ferie. L' impresa ha proceduto con il taglio di numerosi platani del giardino in cui era allestito il cinema all' aperto. A questo punto, ritengo dopo alcune segnalazioni di residenti la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici ha ordinato al sospensione dei lavori. Credo che il provvedimento sia basato sulle leggi che tutelano la nidificazione e che vietano in determinati periodi il taglio di alberi per la protezione delle specie». Ad aprile una sentenza del Tar aveva accolto il ricorso della società Eden Park autorizzandola a proseguirei lavori annullando un provvedimento della Soprintendenza che imponeva prescrizioni per la salvaguardia degli alberi. I giudici avevano però rimarcato come la Soprintendenza avesse cambiato il suo parere dopo le polemiche e le manifestazioni, ma solo dopo tre suoi precedenti nulla osta. Il presidente Avvenente non nasconde la sua amarezza: «Come Municipio per cinque volte abbiamo espresso parere contrario all' intervento anche con l' appoggio della nuova giunta, ma oggi, nonostante l' impresa abbia tutte le autorizzazioni, andrebbe fatta una riflessione sulla necessità di opere come questa e soprattutto chiedersi se con la crisi attuale abbiano anche una loro ragione economica. Non sarebbe il primo caso di box che a Genova restano invenduti». E per settembre il cantiere dell' Eden lascia intravedere altri problemi: «Ho da poco ricevuto delle note delle ferrovie - continua Avvenente - che spiegano come i mezzi escavatori non possano assolutamente transitare dai viadotti ferroviari. Questo ci obbligherà a farli arrivare all' Eden attraverso un percorso tortuoso che creerà sicuramente grandi disagi al traffico e alla delegazione. Insomma, non è finita». Il progetto prevede la realizzazione di 78 posti auto su due piani interrati (erano tre prima che le proteste esplodessero nella delegazione). Come in molte altre operazioni analoghe in corso a Genova, anche questa vede coinvolto nella prima e decisiva fase un ente religioso. Tutto, infatti è partito da sette proprietari di terreni e immobili. Sei erano privati cittadini, ma la porzione più grossa era quella dei proprietari del cinema, i padri Benedettini dell' abbazia di Finale Ligure. I religiosi avevano siglato un accordo con la società Eden srl che faceva capo a tre immobiliaristi, Riccardo Bottino, Giovanni Rizzo e Lorenzo De Barbieri. Attualmente è la Eden Park a portare avanti l' operazione.