Tre anni e mezzo dopo, tanti solenni impegni dopo e un cammino operativo fin troppo lungo, la gestione della bellezza della Toscana ovvero quel mix di attese norme che vanno dalla legge urbanistica al piano paesaggistico che dovranno tutelare decisamente meglio l'ambiente sembra davvero stia per fare un passo avanti. Nelle prossime settimane è l'impegno solenne che si sono presi ieri a Livorno il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore all'urbanistica Anna Marson - saranno approvate due leggi più stringenti per tutelare un equilibrio del territorio costruito pezzo su pezzo nei millenni. Rappresenta la sfida di impedire la comparsa di nuovi ecomostri, si passi il linguaggio giornalistico un po' sbrigativo, che sono tanto figli dell'edilizia abusiva quanto, e soprattutto, di tanti pezzi di quella legale segnata dall'incapacità di intervenire con gusto e saggezza dentro il paesaggio esistente. Grazie alle sollecitazioni del Tirreno e dei suoi lettori, da sempre attenti al valore del paesaggio in questa regione un valore, anzi un bene comune che è costituzionalmente riconosciuto dall'articolo 9 Rossi e Marson hanno anche annunciato la costituzione di un fondo di oltre un milione di euro l'anno per abbattere gli ecomostri. È un investimento che punta a ripristinare i luoghi e che riveste un forte valore simbolico: sfidare la cultura dell'impunità che ha accompagnato finora anche in Toscana l'edilizia fuori legge o quella che è stata scelleratamente autorizzata da miopi patti pubblicoprivato
LA BELLEZZA E LA LOTTA ALL'IMPUNITÀ
In Toscana, la gestione della bellezza del territorio sembra fare un passo avanti. Il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore all'urbanistica Anna Marson hanno annunciato l'approvazione di due leggi più stringenti per tutelare l'ambiente. Queste leggi rappresentano la sfida di impedire la comparsa di nuovi ecomostri, che sono spesso figli dell'edilizia abusiva. Grazie alle sollecitazioni del Tirreno e dei suoi lettori, è stato annunciato anche il costituzione di un fondo di oltre un milione di euro all'anno per abbattere gli ecomostri. Questo investimento punta a ripristinare i luoghi e riveste un forte valore simbolico.
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