Per gli abusi Rossi annuncia un milione l'anno I Comuni potranno usarli per le demolizioni di Ilaria Bonuccelli wLIVORNO I soldi dovrebbero essere disponibili dal 2014. Un milione l'anno. Forse un milione e mezzo. Per demolire ecomostri grandi e piccoli. È questo il primo impegno, non l'unico, della Regione per il contrasto alla speculazione edilizia e la tutela del paesaggio. La Toscana, infatti, si prepara a blindare il territorio con due provvedimenti: la riforma della legge sull'urbanistica e il nuovo piano del paesaggio che definirà, fra l'altro, regole di inedificabilità (assoluta) lungo i corsi d'acqua, sottraendo gli interventi «alla discrezionalità delle Sovrintendenze». Il governatore Enrico Rossi e l'assessore regionale all'urbanistica, Anna Marson, annunciano un giro di vite, sollecitata anche dalle denunce de Il Tirreno di attentati al territorio, compresa quella della costruzione di tre villette vista mare a Lacona, all'Elba, con lo sbancamento di una collina regolarmente autorizzato. Non solo abusi. Gli ecomostri, infatti, esordisce Anna Marson - non sono sempre frutto di «abusivismo. A volte sono un problema di pianificazione insufficiente; a volte di lunghezza di procedure; a volte di comportamenti al limite del lecito; altre volte dell'incapacità di trattare una trasformazione in relazione al contesto». In particolare - specifica l'assessore - preoccupa la tendenza a far lievitare le dimensioni degli interventi non conteggiando nei permessi (e quindi nella superficie utile lorda autorizzata) le superfici accessorie, come garage, scantinati, sottotetti. «Ritengo necessario - spiega Anna Marson - introdurre un limite massimo per la percentuale di superficie dei vani accessori rispetto a quella utile lorda complessiva». Vincoli per i furbetti. Un primo passo è già stato compiuto. A metà luglio, infatti - dice Anna Marson - il consiglio regionale ha modificato la legge sull'urbanistica (la1 del 2005 ) e ha deciso che ci saranno le stesse regole per tutti i Comuni per sottotetti, garage, cantine. Si è dato, inoltre, 90 giorni per approvare il regolamento unico con i «parametri urbanistici ed edilizi e le definizioni tecniche da applicarsi nei regolamenti edilizi e nei piani strutturali». I Comuni, poi, avranno un anno per adeguarsi a questo regolamento. Se non lo fanno, i parametri regionali sostituiranno automaticamente quelli comunali. Dall'ingerenza nelle scelte urbanistiche comunali da parte della Regione mette, però, in guardia Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e presidente di Anci Toscana: l'associazione dei Comuni, infatti, ha dato l'assenso al piano paesaggistico (in giunta a settembre), ma non ha intenzione di accettare controlli di legittimità sui piani strutturali. Tanto più che - come ammette lo stesso Rossi - non è che la Toscana sia risultata particolarmente tutelata quando i piani regolatori venivano approvati dal consiglio regionale. Basta cemento in zone agricole.La riforma della legge sull'urbanistica, comunque, andrà in giunta la prossima settimana. Poi inizierà l'iter in consiglio. Ma un accordo - annuncia Rossi - è già stato raggiunto anche con le associazioni di categoria: «Non si costruisce più in zone agricole». Tuttavia, la riflessione sulla gestione del territorio è ancora aperta. E per Rossi dovrebbe essere collegata a una riflessione sulla «riforma della proprietà dei suoli a trasformare» perché deve tenere conto della pressione che la rendita esercita sulla qualità degli interventi. «Se l'edificazione è brutta e gli standard sono minimi (verde, parcheggi)- osserva il governatore - se sorgono le periferie delle villette a schiera è perché subiamo la pressione del profitto immediato. Dobbiamo, perciò, capire come liberarci dalla pressione della rendita fondiaria nella progettazione delle città. E sapereche la rendita della proprietà contrasta con la rendita del paesaggio». Al tempo stesso, però - osserva Rossi - la tutela del paesaggio non deve contrastare con lo sviluppo «perché se questa regione non mantiene ben salda una realtà manifatturiera e industriale, non avrà neppure possibilità di tutelare paesaggio. Penso, ad esempio, a Piombino: se lì perdiamo 4000 posti non sarà possibile recuperarli. E allora ci saranno spazi per essere riempiti da villette a schiera». Per nuovi scempi. Fondi per le demolizioni. Contro gli abusi conclamati, nella nuova legge sull' urbanistica Rossi propone di inserire un fondo annuale di 1-1,5 milioni per le demolizioni. I soldi saranno a disposizione dei Comuni che potranno ottenerli tramite bando: poi le amministrazioni locali dovranno farseli rimborsare dai privati che non ottemperino direttamente agli abbattimenti