Il sospetto di un omaggio al presidente di Carnival Un brivido di paura in Bacino San Marco. Stavolta, uno di quei giganti del mare, che ogni giorno attraversano la laguna, si è avvicinato pericolosamente a Riva Sette Martiri. La "Grande nave", è arrivata a una ventina di metri di distanza dalla fondamenta per poi riprendere il largo. Il grido d'allarme giunge da Gianfranco Bettin, assessore all'Ambiente del Comune che ha rilanciato le foto scattate dallo scrittore veneziano Roberto Ferrucci, il quale ha assistito alla scena terrorizzato, mentre era seduto al bar: «Ho visto la nave scodare: anziché passare al centro del canale, ha sfiorato la riva, stringendo per di più pericolosamente un vaporetto». La nave in questione è la Carnival Sunshine, una delle ammiraglie della flotta Carnival Cruise Lines. Un bestione di 102 mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 per un'altezza di 62, pari a un palazzo alto venti piani. Bettin chiede di sapere «da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un "inchino", assomiglia a uno "struscio" molesto quanto rischioso ». Difficile dire cosa sia accaduto, quel che è certo è che proprio in Riva Sette Martiri è ormeggiato il maxi-yacht Sirona III di Micky Arison, presidente della Carnival Corporation. E mister Arison, quando alle 11,52 ha visto la sua creatura non ha resistito alla tentazione di lanciare un tweet con tanto di foto allegata: «CarnivalSunshine passing St. Marks Sq». Il gigante del mare nel frattempo sfilava via dal Bacino e la Capitaneria di Porto non ha registrato nulla di anomalo. Mentre divampavano le polemiche in una nota ha specificato che «non si sono verificati problemi di alcun genere per quanto riguarda la sicurezza della navigazione». Parole tutt'altro che tranquillizzanti per Bettin, secondo cui «se questa è la normalità c'è da avere ancor più timore e, anzi, c'è da essere davvero inquieti». Ma Carnival non ha intenzione di cucinare al fuoco delle polemiche e fa sapere che «la notizia è completamente falsa: la nave è passata a 72 metri dalla riva seguendo l'itinerario previsto». Comunque sia, l'episodio di ieri conferma la tensione con cui la città vive i passaggi delle Grandi navi in Bacino San Marco. Solo tre giorni fa a Roma si era tenuto un vertice con i ministri delle Infrastrutture, Maurizio Lupi e dell'Ambiente Andrea Orlando, per cercare di trovare delle alternative al transito davanti a Piazza San Marco. L'obiettivo è rispettare il decreto Passera-Clini che stabilisce che non possono transitare navi da crociera di stazza superiore a 40 mila tonnellate. Sul tema è in corso da mesi un braccio di ferro tra il sindaco Giorgio Orsoni e il presidente dell'Autorità portuale, l'ex sindaco, Paolo Costa. Il primo vorrebbe spostare subito il traffico crocieristico a Porto Marghera, mentre il secondo punta all'escavo di un canale, il Contorta-Sant'Angelo, per evitare il passaggio in Bacino, senza rinunciare a raggiungere la stazione passeggeri alla Marittima. Il problema sono i tempi. L'ipotesi di Costa è oggi in pole-position, ma servono tre anni per completare il progetto. Nel frattempo si potrebbe utilizzare proprio una banchina di Porto Marghera. Una sorta di compromesso tra le due soluzioni. La decisione la prenderà a metà ottobre il "Comitatone", l'organismo che riunisce i soggetti interessati alle questioni sulla salvaguardia di Venezia.