Per me, come per tanti altri, Santa Venera al Pozzo è un luogo dell'anima. Fui il primo a scrivere della necessità del suo recupero e della sua valorizzazione, dopo 70 anni di totale, ignobile e ottuso disinteresse. Sommerse tra montagne di rovi e sterpaglie, le radici storico-culturali di Aci Catena, di Acireale, di Aci Castello giacevano nell'indifferenza più assoluta. Non potevamo disinteressarcene. Abbiamo aperto una strada, poi seguita da altri con passione e lungimiranza. Cinenostrum, ad esempio, ha segnato un momento alto per la definitiva consacrazione del luogo. Santa Venera al Pozzo è entrato di forza nell'immaginario collettivo. I sogni - si dice - muoiono all'alba. Altrove. Nell'Acese, più spesso è la notte che fa strage di buoni propositi. Come nel nostro caso. Con due controversi provvedimenti, infatti, è stata messa in dubbio la sopravvivenza del sito ed è stata spostata la rassegna cinematografica nel piano Umberto di Aci Catena. L'area archeologica riveste grande importanza. Se gestita bene, potrebbe diventare un volano prezioso per un territorio ben più vasto di quello catenoto. Siamo di fronte a un giacimento culturale di 12 ettari, praticamente intonsi, tra i più grandi della Sicilia. Vi sono sotterrati tesori di rilievo. Circostanze varie hanno circoscritto gli studi all'apparato romano. Ma Santa Venera al Pozzo non è soltanto terme e statio con 37 ambienti per circa 1.500 metri quadrati. È anche, se non soprattutto, come ha osservato l'arch. Distefano, «un insediamento di epoca protostorica, che ha lasciato testimonianze di sé, nei 6.000 cassetti custoditi nella Soprintendenza ai beni culturali di Catania, contenenti reperti di questa zona». Non è, questo, un sogno bizzarro del direttore del parco. Tutt'altro. Alcuni anni fa, è stato pubblicato dall'arch. Branciforti uno studio dettagliato con oggetti risalenti anche al terzo, secondo e primo secolo avanti Cristo. Se ci sono le testimonianze di popoli antichissimi, ben dovrebbe trovarsi dove abitavano. Tutto un mondo sommerso aspetta di venire alla luce per stupire e trasformare il parco in meta irrinunciabile, grazie anche al fascino degli antichi mulini, tutt'ora oggetto di visite guidate; al singolare contesto paesaggistico; e alle vaste aree liberate, che potrebbero ospitare iniziative di vario genere. La rilevanza del contesto ha spinto la Regione siciliana a concedere un finanziamento di 1.560.000 euro. La gara di appalto al ribasso è stata aggiudicata, lo scorso 24 giugno, a una ditta di Agrigento. Il finanziamento va in direzione di un potenziamento del parco - sulla scorta, peraltro, di quanto si sta facendo nella Sicilia occidentale, ad esempio, a Solunto, a Imera, sul Monte Jato - e giova anche a Cinenostrum, per il quale è previsto un teatro di circa 2.000 posti. Sono prospettive che contraddicono la tentazione di azzerare tutto, suggerita dall'esiguità di visitatori. Per un verso, il pessimismo vince e il futuro indietreggia; per altro verso, se il finanziamento venisse revocato, si andrebbe dritti al risarcimento dei danni. Il ponte docet. L'idea di mettere tra parentesi Santa Venera al Pozzo e la sua storia passata e recente potrebbe trovare una sinistra conferma nella decisione di delocalizzare Cinenostrum. Il sindaco di Aci Catena, Ascenzio Maesano, può procedere, anche per l'avvenire, a organizzare direttamente la manifestazione. Giuseppe Contarino 23072013
SICILIA - Santa Venera al Pozzo patrimonio archeologico ancora tutto da scoprire preservare e valorizzare
Santa Venera al Pozzo è un luogo storico e culturale importante nella Sicilia centrale. Il sito è stato oggetto di un recupero e valorizzazione dopo 70 anni di disinteresse. La struttura include terme, una statio e un insediamento protostorico. I reperti archeologici trovati nel sito includono oggetti risalenti al terzo, secondo e primo secolo a.C. La Regione siciliana ha assegnato un finanziamento di 1,56 milioni di euro per il potenziamento del parco e per il teatro di Cinenostrum. Il sito è considerato un giacimento culturale importante, con aree liberate che potrebbero ospitare iniziative di vario genere.
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