Un nuovo piano museale per Paternò, un progetto di valorizzazione del patrimonio cultural-artistico non può che partire dal rapporto fra le opere ed i luoghi dove sono esposte o potrebbero essere esposte Un nuovo piano museale per Paternò, un progetto di valorizzazione del patrimonio cultural-artistico non può che partire dal rapporto fra le opere ed i luoghi dove sono esposte o potrebbero essere esposte. Le opere d'arte, così come gli spazi che le conservano, debbono essere facilmente fruibili e nel contempo vitali. Non dimensioni chiuse ma aperte, luoghi di dinamismo culturale e sociale. Negli ultimi lustri Paternò ha visto la riapertura della Galleria d'Arte moderna, cosa importante, ma al di là di un buon inizio, la funzione culturale che avrebbe potuto avere la Galleria non è stata espletata in pieno. Anzi, si è andata depotenziando progressivamente. Nonostante molte opere di notevole valore di grandi artisti del Novecento (ad alcuni dei quali vengono dedicate grandi mostre nelle capitali della cultura italiana) la Galleria è rimasta confinata in una dimensione locale chiusa al dialogo con il mondo esterno. Gli spazi della struttura attuale, situata in centro storico, sono oggettivamente piccoli, non adeguati a valorizzare visivamente la qualità delle opere. Il nuovo governo cittadino avrà la possibilità di individuare una collocazione più adatta, del resto l'ex ospedale è di recente divenuto luogo di mostre d'arte di qualità. Ma vi sono anche altre strutture nel centro storico e nella collina che potrebbero ospitare la Galleria in un contesto di spazio e di luci più adatte rispetto all'attuale. Si potrebbe anche pensare di utilizzare più luoghi, per far conoscere strutture architettoniche semisconosciute ad una parte dei cittadini. La cultura ha una valenza democratica, partendo dalla qualità si può far opera di divulgazione nel territorio e nel contempo attirare un pubblico curioso di scoprire Paternò. Serve dunque anche una operazione di comunicazione e la capacità di far entrare la Galleria in un circuito di relazioni culturali più ampie. Il confronto con l'esterno sarebbe un arricchimento per la comunità. Vi sono musei già funzionanti, vanno messi in rete, altri ne possono nascere (ad esempio quello di arte sacra), ma va creato un progetto organico e razionale, nel quale la Galleria sia un punto di eccellenza. Luoghi che vanno fatti vivere, così come i beni culturali della Collina storica. Altrimenti si corre il rischio evidenziato in un suo scritto da un intellettuale autorevole a livello internazionale, Jean Clair, quello di separare l'arte dalla vita nei musei. A Paternò bisogna prima di tutto iniziare a rendere visibile il notevole patrimonio artistico, monumentale, archeologico, renderlo fruibile. Altrimenti più che separato dalla vita, rimarrà in parte nascosto. Destinato alla dimenticanza... Salvo Fallica 23072013
SICILIA - Un nuovo piano museale per Paternò
Un nuovo piano museale per Paternò prevede la valorizzazione del patrimonio cultural-artistico attraverso il rapporto fra le opere e i luoghi dove sono esposte. Le opere d'arte e gli spazi che le conservano devono essere facilmente fruibili e vitali, con dimensioni aperte e luoghi di dinamismo culturale e sociale. La Galleria d'Arte moderna, riaperta negli ultimi lustri, non ha potuto espletare pienamente la sua funzione culturale a causa della sua dimensione locale e della mancanza di una comunicazione efficace con il mondo esterno.
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