I lavori per la realizzazione del Parco naturalistico ricettivo "Monterosso" che sorgerà nelle adiacenze della antica torre di avvistamento nella zona delle Pergole, in territorio di Realmonte, potrebbero riprendere in tempi abbastanza brevi. Lo sportello unico per le attività produttive del Comune di Realmonte, infatti, ha convocato la conferenza di servizi per l'acquisizione dei pareri e dei nullaosta necessari da parte degli organismi interessati. La riunione avrà luogo lunedì prossimo 29 luglio alle ore 9,30 nella sala consiliare dello stesso Comune. L'iniziativa è della società Agriper, che fa capo al gruppo Catanzaro, e fa parte di un progetto da oltre cinque milioni di euro, curato dall'arch. Alessandro Carlino, di origini favaresi ma che da vent'anni vive e lavora a Firenze. Nel suo complesso il progetto prevede il restauro della torre di avvistamento e poi la realizzazione di un museo del paesaggio costiero nello spazio della piccola cava esistente a valle della torre. Si tratta di uno spazio di circa 150 metri quadrati che sarà coperto con un tetto-giardino. Stesso lavoro sarà fatto anche nell'altra cava, ad essa vicina, di dimensioni più grandi, mentre nei 15 ettari di terreno circostante sarà realizzato un parco naturalistico con il ripristino della flora tipica del posto. Nelle adiacenze sono in corso di realizzazione anche altre costruzioni per ricavare, utilizzando anche gli spazi della cava grande, una piccola struttura ricettiva di elevata qualità. In tutto 80-100 posti letto. - Il Museo e la torre saranno legati alla struttura ricettiva? «Ovviamente fanno parte di un unico progetto e saranno operativi contestualmente, ma il loro funzionamento sarà indipendente: Museo e parco saranno fruibili indipendentemente dalla struttura alberghiera». Il museo conterrà tutto quello che attiene alla torre ed al sistema difensivo costiero di cui faceva parte, nonché al paesaggio costiero. A tal proposito sono coinvolti anche il Comune di Realmonte e la Soprintendenza ai beni culturali la quale potrebbe anche fornire materiali di deposito da esporre e quindi da valorizzare. Il Comune invece dovrebbe occuparsi della sistemazione dell'unica strada di accesso che attualmente non è molto agevole. Lo scopo degli ideatori dell'iniziativa, come qualche mese addietro ci ha spiegato l'arch. Carlino, è quello di restituire dignità ed integrità ad una zona che negli ultimi anni è stata in più punti rovinata. Nelle cave, ad esempio, ancora si leggono i segni delle attività estrattive. Per questo, per quanto possibile, si utilizzeranno tecniche di ingegneria naturalistica. Salvatore Fucà 23072013