La grande fuga dall'Isola non riguarda soltanto i nostri "cervelli". Ormai perdiamo regolarmente anche altri tesori: beni archeologici di inestimabile valore trafugati e venduti a musei internazionali; opere d'arte rubate nelle chiese; lettere e documenti appartenuti ai nostri uomini illustri. Il 19 luglio scorso, quando il Reparto tutela dei beni culturali dei Carabinieri ha annunciato il recupero di importanti manoscritti verghiani che stavano per essere messi all'asta, abbiamo tirato un sospiro di sollievo pensando, come ha titolato un quotidiano del Nord, che "ora la roba di Verga è finalmente al sicuro". Ma dove? Nell'immediato al Centro per la tradizione manoscritta dell'Università di Pavia. Che, sia ben chiaro, è uno dei centri di ricerca filologica più autorevoli d'Italia. Eppure la destinazione naturale di quelle carte sarebbe stata, e resta, Catania, purché qualche istituzione regionale si faccia avanti. Per due semplicissimi motivi. Il primo: i manoscritti verghiani sono di proprietà della Regione Siciliana che li ha acquistati dal legittimo erede nel 1978 e li ha destinati alla Biblioteca Regionale Universitaria etnea. Evidentemente il corpus di manoscritti acquisito 35 anni fa era incompleto perché la famiglia che aveva custodito le carte per 50 anni, nel restituirle all'erede legittimo ne aveva trattenuto una parte importante (quella appunto che ora stava per andare all'asta). Il secondo: il recupero dei documenti è funzionale alla loro fruizione da parte degli studiosi. Perciò la scelta più naturale sarebbe riunificare l'intero corpus dei manoscritti verghiani a Catania. In tutta la vicenda del recupero, che ha visto la mobilitazione della Soprindentenza ai beni librari della Lombardia e della regione Lazio, del Ministero dei Beni culturali, del Comitato per l'edizione nazionale delle opere di Verga, di diversi studiosi e del nucleo operativo dei Carabinieri è mancata finora la voce autorevole della Regione Siciliana. Perché la Regione non batte un colpo reclamando le carte ritrovate? O perché non chiede - come ha già fatto il sindaco Bianco - che i manoscritti vengano custoditi a Catania dove esiste già il più importante corpus di carte verghiane? 24072013