(ottavio lucarelli) «GRAZIE al nuovo personale, nelle prossime settimane a Pompei apriremo dieci domus fino a oggi chiuse». Un tweet di Massimo Bray, ministro dei Beni culturali, apre in mattinata la mission di governo e Senato nel sito archeologico di Pompei. E apre nuove speranze in una giornata segnata solo da dichiarazioni positive. Come quella di Carlo Trigilia, ministro per la Coesione territoriale: «Entro il prossimo anno saranno impegnati 50 dei 105 milioni di fondi europei del Grande Progetto Pompei». Fino al presidente della commissione nazionale Unesco, Giovanni Puglisi: «Il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell' umanità del sito non è affatto a rischio». Una giornata intensa in cui sono intervenuti il presidente della Regione Stefano Caldoro e l' assessore al turismo Pasquale Sommese, con il governatore che tra tanti annunci ha subito chiarito: «Il piano da 105 milioni di euro previsti nel Grande Progetto sono un finanziamento che ha deciso la Regione Campania, nessun altro». Messaggi chiari, tanto ottimismo. Forse troppo. Al punto che la Soprintendenza nel pomeriggio ha cercato di rimettere un po' tutto in ordine. Ad esempio sul problema della fruibilità delle domus, oggi aperte a rotazione per carenza di personale. È il caso di quelle di Apollo, del Poeta tragico, di Sallustio e della Villa di Diomede. Aperte a rotazione per carenza di personale, come accade in gran parte dei siti italiani. Al momento, a causa del prolungato blocco del turnover, a Pompei sono in servizio complessivamente 147 custodi. Calcolando le ferie, le malattie e la suddivisione del personale in turni di lavoro, in media non si va mai oltre i 27-28 custodi a turno in un' area di ben 44 ettari. Il punto, dunque, chiarisce, la Soprintendenza, riguarda innanzitutto il personale e solo il ministero, a causa proprio del blocco del turnover, può intervenire per potenziare il numero di custodi e garantire così una più ridotta rotazione nell' apertura delle domus. Altro discorso riguarda, invece, i restauri in corso che vanno divisi in due blocchi. Il grande progetto Pompei, finanziato con fondi europei, ha portato all' apertura dei cantieri nella casa dei Dioscuri, nel Cripto portico e nella casa di Sirico. Altri interventi, in quel caso con fondi ordinari, sono in corso nella casa dell' Ancora e nella casa di Efebo. Questa la radiografia di Pompei. Del cantiere Pompei, che durante la prolungata visita, conclusa a colazione e a cui ha partecipato anche la commissione cultura del Senato, ha vissuto comunque ore di ottimismo. «Lo scopo del sopralluogo - ha chiarito il ministro Bray - è la verifica dello stato d' avanzamento del Grande Progetto Pompeie oggi possiamo dire che vinceremo la sfida con l' Unione europea dimostrando di saper fare sistema tra gli attori coinvolti». Il tutto, aggiunge il ministro, con il massimo rispetto della legalità: «Il prefetto Musolino mi ha detto che uno dei punti qualificanti sarà la grandissima attenzione che metteremo sempre di più nell' iter di aggiudicazione delle gare. Sarà cura nostra valutare quotidianamente il rispetto della legalità e anche questo è un segno importante di ciò che vogliamo farea Pompei». «Bisogna superare subito - ha chiuso l' assessore al Turismo Pasquale Sommese - le emergenze relative ai servizi all' interno del sito archeologico, ma siamo al lavoro anche su un altro fronte, che rappresenta un' altra delle emergenze del patrimonio culturale campano, la Reggia di Caserta. In questo senso è stato stanziato un milione di euro per finanziare i lavori di restauro».
CAMPANIA - Bray a Pompei: Domus da riaprire
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray ha aperto una missione di governo e Senato nel sito archeologico di Pompei. Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha affermato che il piano da 105 milioni di euro previsto nel Grande Progetto Pompei è un finanziamento deciso dalla Regione Campania e non da altri enti. Il governatore ha anche chiarito che il piano è un finanziamento che ha deciso la Regione Campania, nessun altro. La Soprintendenza di Pompei ha cercato di rimettere in ordine alcuni problemi, come la fruibilità delle domus aperte a rotazione per carenza di personale.
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