PORTOFERRAIO Meno di due mesi, sette segnalazioni di Legambiente tra abusi edilizi accertati, lavori contestati e interventi urbanistici considerati troppo impattanti. Un'escalation di casi, dal maxi sbancamento ai piedi di Rio nell'Elba, fino alle villette nel ventre del Colle delle Vacche ottenute dai privati in cambio dei terreni per un canile comprensoriale mai realizzato, fino agli ultimi casi di Lavacchio e San Bianco. Situazioni diverse che, tuttavia, sono legate da un filo conduttore comune che spesso mette nello stesso calderone una gestione dell'urbanistica fin troppo allegra e coinvolge più o meno direttamente esponenti della politica e delle amministrazioni locali che, troppo spesso, fanno la spola tra l'ente pubblico e le imprese e i progetti privati. La lunga sfilza di segnalazioni raccolte da Legambiente mette in evidenza come la sensibilità di una parte dell'isola di fronte a questa gestione dell'urbanistica sia accresciuta, anche se c'è un'altra parte dell'isola, altrettanto determinata, che non condivide l'attività dell'associazione, troppo radicale e, pertanto, fin troppo scomoda. Il dato di fatto è che, in un territorio dove troppo spesso il cemento spunta nel silenzio generale, le segnalazioni hanno portato, in diversi casi, alla scoperta di abusi edilizi accertati. Ma, forse, il problema non sta solo in questo: «Le brutture non sono necessariamente illegali spiega il responsabile di Legambiente Arcipelago toscano, Umberto Mazzantini ci chiediamo anche, visto il visibilissimo impatto paesaggistico di certe opere, cosa ci stia a fare una soprintendenza che, in un'isola completamente coperta da vincolo, approva quelli che ai comuni cittadini sembrano colossali pugni negli occhi e poi fa ogni difficoltà per aprire una finestra, per non parlare dell'installazione di pannelli solari». Maxi sbancamento a Rio nell'Elba. È il mese di maggio quando Legambiente punta il dito contro il cantiere ai piedi del centro storico di Rio nell'Elba, dove è in fase di realizzazione un nuovo insediamento residenziale, regolarmente autorizzato dal Comune ma considerato impattante. Abusi a Galenzana. Piccolo rudere, enorme ampliamento. Dopo le segnalazioni di Legambiente, il 9 giugno scorso, il Corpo Forestale dello Stato sequestra il cantiere a Galenzana per abuso edilizio, legato principalmente alle irregolarità circa la strada di accesso al cantiere. Secondo le indiscrezioni trapelate, sarebbero sei gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura. Macché centro per animali. È la fine di giugno quando Legambiente tira fuori il caso del centro di recupero per animali realizzato a Porto Azzurro dove, in breve tempo, sono sorte baracche e piattaforme in cemento e disboscamenti che hanno interessato circa 3mila metri quadrati di zona a macchia con tanto di allaccio all'acqua e all'elettricità. Il Comune di Porto azzurro ha emesso un'ordinanza per demolire i manufatti. No al canile, sì alle villette. Il caso delle villette nel ventre del Colle delle Vacche è emblematico. Dopo l'esplosione del caso, il Comune ha interrotto i lavori della ditta Croci, progettati e diretti dall'assessore Ridi, per alcune irregolarità relative al piano seminterrato di una delle palazzine. Parco giochi fuori norma. La Forestale sequestra un'area di circa 1000 metri quadrati all'interno dell'hotel Perla del Golfo e alle spalle di una nuova piscina, dove la proprietà aveva predisposto un parco giochi senza avere i permessi. Lavacchio e San Bianco. Tre costruzioni nei comuni di Marciana e Marciana Marina, su cui Legambeinte ha puntato l'attenzione, definendoli impattanti. Quanto a San Bianco, l'opera coinvolge la stessa ditta di Lacona e, nel progetto, esponenti politici e delle amministrazioni locali.