«Credo nel valore delle terme da sempre, le mie parole sono state travisate dai dirigenti del Pd». Il sindaco Massimo Betti risponde alle critiche di Sebastiano Pacini e Umberto Bartoli, segretario e consigliere comunale dei dem locali. «Non ho mai detto che il patrimonio termale non serva né che gli investimenti sugli edifici termali siano spreco di denaro pubblico - sostiene Betti -. Ho detto invece che i milioni spesi per il restauro di Docce Basse, San Giovanni, Bagni Bernabò e Bagno alla Villa, pur avendo compromesso il bilancio fino al 2025, non hanno portato alcun vantaggio perché è mancata un'attenta e doverosa programmazione del loro utilizzo finale». Secondo il sindaco si è trattato di operazioni limitate al restyling, peraltro non concluso, disperse su troppi edifici in maniera caotica, invece di concentrarsi su alcuni stabili di eccellenza e di sicuro interesse, e senza centrare un vero obiettivo. «Questa situazione prosegue Betti demotiva oggi i possibili investitori, che comunque l'amministrazione cerca e contatta continuamente da un anno e mezzo in Italia e in Europa. Purtroppo quello che c'è ancora da spendere non solo per terminarli, ma anche per renderli funzionali a fini economici e imprenditoriali, è un deterrente enorme. Gli interventi effettuati, tuttavia, hanno avuto il pregio di portare attenzione sulle terme, mentre i dirigenti del Pd, all'opposizione da 13 anni, li hanno sempre contrastati, salvo cavalcarli oggi per motivi elettorali, nella peggiore incoerenza politica». Betti informa poi sulla situazione specifica degli edifici. Per quanto riguarda i Bagni Bernabò, la società che ha vinto l'ultimo appalto sta dibattendo con la Regione per avere l'autorizzazione all'utilizzo dell'acqua termale, mentre per il Bagno alla Villa, inaugurato lo scorso anno e subito chiuso, è stato fatto un bando dall'attuale amministrazione. «Ma gli investitori privati locali che sembravano interessati dice il sindaco si sono tirati indietro perché l'edificio è poco adatto a centro benessere. All'appalto si è avvicinata anche una società straniera che attualmente sta mostrando perplessità a fronte delle modalità di utilizzo dell'immobile». Struttura solo di facciata, quella di San Giovanni, inaugurata di corsa prima delle elezioni dello scorso anno «ma fa presente Betti dotata di lavandini senza tuttavia avere l'impianto idrico, per citare solo uno dei lavori necessari al completamento. Serve un sostanzioso intervento e al momento nessuno ha mostrato interesse a realizzarlo». Ancora da finire anche l'edificio di Docce Basse che ha scarso appeal perché l'accesso è scomodo, privo di parcheggio e lo stabile è pieno di barriere architettoniche, strutturato su due corridoi paralleli sfalsati, collegati con vari scalini. «L'unica soluzione logica possibile, studiata e perseguita dall'attuale amministrazione afferma il sindaco è di accorparlo a una delle strutture che la circondano: le Terme Varraud sopra o il Villaggio Globale sotto». Betti informa anche sulla situazione degli altri edifici che gravitano sulla collina termale: il Grand'Albergo e la chiesa di San Martino, entrambi mal ridotti. «Abbiamo già fatto incontri con la Soprintendenza e la parrocchia dice e siamo fiduciosi di trovare una soluzione a un degrado cui da più di 40 anni nessuno ha mai messo mano. Nel frattempo la chiesa è stata svincolata dalle catene che la legavano ai resti del Grand'albergo rendendo possibili alcuni interventi». Infine sull'area Demidoff, già in gestione al Villaggio Globale, il sindaco annuncia che l'amministrazione, dopo aver ottenuto un contributo a fondo perduto, sta allestendo un bando col quale i privati potranno intervenire in quota parte nei lavori di potenziamento.