PISA Una grande bacheca. O, peggio, un bagno a cielo aperto. A questo sono ridotte le antiche mura della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri e la situazione non accenna a migliorare. Per questo, quando parliamo con monsignor Aldo Armani, la sensazione che più si avverte è di sconforto. «La situazione è sempre la stessa confessa il rettore di Santo Stefano ogni mattina ritrovo la stessa sporcizia, lo stesso degrado, io non so che altro fare». Le scritte. Il ventaglio di scritte che imbratta i marmi ornamentali delle mura va dai classici cuori con le iniziali a veri e propri comunicati politici e il catalogo viene aggiornato ogni notte. «Io non posso certo mettermi a pulire, rischierei di danneggiare il marmo. Quello che non capisco è che molti di questi "capolavori" sono firmati. Come mai non si riesce ad identificare i responsabili?». Bombolette spray, gessi colorati e matite, ogni mezzo sembra buono per lasciare il proprio segno su quello che è a tutti gli effetti uno dei monumenti più antichi e visitati della città. Piazza Duomo. I graffiti che adornano la chiesa richiamano i recenti fatti di cronaca ma, secondo monsignor Armani, esistono diversi pesi per diverse chiese: «Vorrei che tutta questa attenzione fosse riservata anche a noi. Capisco la centralità del Duomo, ma in città ci sono, oltre alla mia, altre chiese vittime di questo scempio quotidiano. Ho chiesto al sindaco Filippeschi che almeno venga pulito la mattina il sagrato, ma purtroppo avviene in maniera saltuaria». Sagrato. Il sagrato della chiesa è il palcoscenico principale del degrado notturno e ne mostra tutti i segni: inequivocabili in questo senso le macchie che anneriscono i gradoni che portano ai battenti della chiesa, facile riconoscere residui di vino ed altre sostanze alcoliche. «Il sagrato è parte della chiesa continua monsignor Armani e come tale andrebbe rispettato. Abbiamo proposto che venga messa una recinzione, ma la Sovrintendenza ha bocciato la proposta». Sorveglianza. Ciò che il rettore della Chiesa di Santo Stefano chiede è una maggiore sorveglianza: «Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con le istituzioni e il prefetto Tagliente ci ha assicurato che da settembre verrà dedicata una maggiore attenzione al problema. Dobbiamo considerare che per restaurare la facciata ed il sagrato sono stati spesi quasi 700mila euro, quell'investimento non può essere deturpato dagli incivili». Piazzetta Bolelli. Inaugurata di recente, la piazzetta retrostante la chiesa versa nelle medesime condizioni con l'aggravante che, data la posizione riparata, viene adibita a bagno pubblico i cui miasmi persistono anche in pieno giorno.