CI SONO i matrimoni al Baglio Florio del parco archeologico di Selinunte e le richieste per celebrazioni di nozze che poi diventano veri trattenimenti al Castello Maniace di Siracusa come al Castello Ursino di Catania e in tanti altri siti culturali siciliani. Ancora, le proposte per serate dance alla Tonnara di Favignana e le mostre per il lancio di collezioni personali nelle sedi museali. Tutto da vagliare e approvare, in base all' articolo 106 del codice dei Beni culturali che prevede che lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici, possano concedere l' uso di beni culturali ai «singoli richiedenti», per finalità «compatibili con la loro destinazione culturale e con il loro carattere storico-artistico» e garantendone «la conservazione e la fruizione pubblica». Ed è proprio sulla questione della «compatibilità» che si accende il dibattito sulla concessione dei beni culturali ai privati per eventi disparati: dai congressi ai concerti, dagli spettacoli di cabaret alle mostre, dalle rappresentazioni classiche al lancio di prodotti esclusivamente commerciali. «Ci sono delle regole - dice Giuseppe Voza, alla Soprintendenza di Siracusa per quarant' anni - La prima rimane quella della fruizione della storia e della bellezza del monumento in questione. Per questo gli spettacoli, gli eventi devono essere compatibili con la natura del monumento, con il suo valore. Anche la scelta della musica che arriva al pubblico. Eventi come quelli fatti a Segesta, o in ogni caso, consumare pasti davanti a monumenti come il Tempio, non sembrano in alcun modo sposarsi con la natura del luogo. Deve essere la Soprintendenza di riferimento o il direttore del parco di turno ad assumersi la responsabilità della scelta caso per caso». Per le tariffe da applicare alle concessioni, poi, c' è un' apposita circolare del dipartimento dei Beni culturali. Con una tabella, divisa per tipologie e costi di riferimento, mai aggiornati dal 2008. Per i Teatri Antichi, da Taormina a Siracusa, da Segesta a Tindari, si va da un minimo di mille euro a un massimo di diecimila, in base all' evento. Il minimo richiesto è quello per convention, conferenze e congressi. Il massimo, invece, per il lancio di prodotti commerciali. Per tutti gli spettacoli, da quelli di alto profilo artistico (jazz, blues, lirica, balletto)a quelli di musica leggera o di cabaret, accanto al canone di concessione, è sempre prevista anche una percentuale sulla vendita dei biglietti che varia dal 2 al 4,50 per cento. Questo significa che il privato che ottiene la concessione del teatro, perché la sua proposta è compatibile con la natura del luogo, deve comunque aprire in qualche modo l' evento al pubblico. Accanto ai Teatri antichi, ci sono anche i monumenti storici per cui la tariffa minimaè di 500 euro, in caso di conferenze e congressi e quella massima, appunto, di cinquemila euro, se si tratta, invece, di un evento privo di interesse pubblico, come nel caso del buffet con concerto degli americani davanti al Tempio di Segesta. «Come giovane imprenditrice - dice Valentina Caputo, che gestisce la sala trattenimenti "L' agorà" a Segesta - non condanno l' uso privato dei beni culturali. A questo punto, però, apriamo il parco archeologico di Segesta anche la sera, organizziamo eventi aperti al pubblico, fruibili a tutti e investiamo sul nostro patrimonio davvero. Invece, fino a questo momento, i soldi incassati per queste serate private non vengono investiti nel parco che ha bisogno di mille cose, a cominciare dai servizi igienici efficienti alla disinfestazione»
sicilia - Dal Baglio Florio al parco di Selinunte così funziona il business con nozze e spettacoli
In Sicilia, ci sono molte richieste per celebrazioni di nozze e eventi diversi nei siti culturali. L'articolo 106 del codice dei Beni culturali prevede che lo Stato e le regioni possano concedere l'uso di beni culturali ai privati per finalità compatibili con la loro destinazione culturale. Ci sono regole per la concessione dei beni culturali, come la fruizione della storia e della bellezza del monumento, e la scelta della musica. La Soprintendenza di riferimento o il direttore del parco deve assumersi la responsabilità della scelta caso per caso. Le tariffe per le concessioni sono stabilite con una circolare del dipartimento dei Beni culturali, con tariffe che variano da 500 a 5.000 euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo