ESPOSTI, ricorsi, opposizioni: il parco di Villa Massimo è dilaniato dalle guerre tra avvocati in tribunale. Cittadini contro gestore ed ex municipio III. Una battaglia che va avanti ormai da anni senza esclusione di colpi. L' ultimo è stato assestato dal comitato in difesa del parco che ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar che aveva rigettato il ricorso degli abitanti. Il risultato? I giudici amministrativi hanno sospeso ancora una volta i lavori. Il 9 luglio le ruspe, che avevano cominciato a muoversi di nuovo da due settimane, sono state bloccate. E nel parco continua a regnare il degrado. La storia va avanti ormai dal 2010, quando venne presentato il primo progetto per Villa Massimo, l' area verde sulla Nomentana. Il piano non sarebbe mai passato in Giunta, ma sarebbe stato autorizzato con una determinazione dirigenziale del Servizio Giardini. Tutto il Pd dell' allora terzo municipio (oggi accorpato al secondo ndr) era favorevole al piano che avrebbe realizzato nel cuore del parco una struttura da 400 metri quadrati che avrebbe sostituito le baracche delle giostre (280 metri quadrati) che per anni hanno occupato l' area. «Avrei voluto solo cambiare l' area, farla diventare più bella - assicura Luigi Miglietta che ha presentato il progetto per un punto verde per l' infanzia ed è il proprietario del ristorante Casina dei Pini - Sono distrutto da questa vicenda, la gente ormai neanche mi saluta più per strada perché sono visto come uno speculatore». Nessun mostro edilizio. Il piano parla di una struttura di 400 metri quadrati tra baby parking (una sorta di asilo nido a ore), giostre, una ludoteca e servizi igienici con fasciatoi, più nuovi alberi messi a dimora. Attività che, ovviamente, sarebbero state a pagamento. Gridano allo scandalo i comitati. «Noi, non ci fermeremo mentre si continua a portare avanti il progetto illegittimo di ulteriore privatizzazione e stravolgimento di un giardino comunale con vincolo paesaggistico- battei pugni Maurizio Centili, portavoce del comitato in difesa dell' area - Abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato e abbiamo ottenuto la sospensione dei lavori, adesso attendiamo che i giudici si esprimano nel merito. Siamo davanti ad un' area boschiva di 7.300 metri quadrati, della quale si vuole modificare profondamente la realtà con la costruzione di una struttura di 400 metri quadrati». Poi aggiunge: «Sull' area c' era un vincolo boschivo della Soprintendenza, ora il direttore del Servizio Giardini ha chiesto una relazione ad un agronomo che avrebbe sostenuto l' inesistenza dei vincoli dopo che negli anni sono stati tagliati 43 pini». Interviene il presidente del municipio II, Giuseppe Gerace, che proprio in queste ore sta esaminando le carte su Villa Massimo: «Un parco pubblico deve rimanere tale e l' invasione eccessiva è dannosa. In un' area verde ci devono essere prima di tutto alberi, panchine, poi un chiosco bar e dei bagni. E non viceversa. Sto esaminando il caso, tuttavia ci deve essere il rispetto delle regole e della legalità».
ROMA - Villa Massimo nel caos nuovo stop alle ruspe l'area verde nel degrado
Il parco di Villa Massimo è stato sospeso nuovamente a causa delle guerre tra avvocati in tribunale. Il comitato in difesa del parco ha impugnato la sentenza del Tar che aveva rigettato il ricorso degli abitanti. Il progetto per il parco, presentato nel 2010, prevedeva la costruzione di una struttura da 400 metri quadrati con attività a pagamento. I comitati hanno gridato allo scandalo, affermando che il progetto è illegittimo e che si vuole privatizzare e stravolgere un giardino comunale con vincolo paesaggistico. Il comitato ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e attende la sua sentenza.
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