POMPEI, croce e delizia. Il sito archeologico vesuviano è stato ieri di nuovo oggetto di una esternazione del ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, il quale lo ha definito «un esempio delle grandi potenzialità del Sud che non sono ancora sfruttate adeguatamente». Allarme che giunge alla vigilia di una visita agli scavi. Martedì prossimo infatti Trigilia sarà a Pompei con il ministro dei Beni culturali Massimo Bray e Giovanni Puglisi dell' Unesco. Intanto, ospite ieri a Napoli di una tavola rotonda di Mezzogiorno Europa, Trigilia conferma che il sito «in un paese civile sarebbe motore del Pil». C' è molto di Pompei nella speranza del ministro di non perdere quel quantitativo di fondi Ue che ammonta fra i 5 e i 10 miliardi. «Non possiamo permetterci di perdere un solo euro - avverte Trigilia - soprattutto perché questi fondi possono essere «riutilizzati in un modo che aiutino a uscire dalla grave recessione nella quale si trova l' economia e in particolare quella meridionale». Trigilia ammonisce: «I fondi europei devono essere spesi meglio, con una strategia più chiara nei prossimi mesi. Non c' è dubbio che il meccanismo tradizionale di gestione dei fondi europei non funziona, con questo sistema non si può continuare e non andiamo lontano». Ragion per cui il ministro non esclude il ricorso a premi e sanzioni: «Incentivi e sanzioni per amministratori locali che utilizzino anche i fondi europei per le politiche dei servizi. Bisognerebbe introdurre questo sistema, sperimentando anche degli indicatori di qualità, per ottenere dei risultati in termini di costi e di efficienza. Quindi promuovere o sanzionare comportamenti per l' uso efficiente di questi fondi e rendere più responsabili gli amministratori locali». Replica via Twitter del presidente della Regione Stefano Caldoro: «Al lavoro con Trigilia su fondi Ue. Azioni condivise, controllie premialità, ok, ma sblocco patto stabilità».