DA CINQUE a sette euro all'ora. Lordi, naturalmente. È quanto vale un archeologo per l'Italgas, a cui il Comune di Roma ha affidato, con un bando molto controverso, la rete di fornitura gas della Capitale. Gli archeologi «ingaggiati» dall'Italgas servono a controllare la realizzazione delle trincee per la posa di nuove tubature; sono, insomma, chiamati a tutelare il patrimonio nel caso in cui emergessero reperti archeologici.E il sottosuolo di Roma, si sa, è davvero ricco. È FORTE e, insieme, amara, la denuncia dell'Associazione Nazionale Archeologi, il cui presidente, Salvo Barrano, spiega le modalità dell'ingaggio: «Il nuovo contratto di fornitura prevede importi a base d'asta lesivi della dignità umana, prima che professionale, degli archeologi. Il distributore chiede infatti alle imprese archeologiche il massimo ribasso rispetto a cifre già di per sé ridicole: sette euro e mezzo lordi all'ora, comprensivi perfino degli oneri per la sicurezza, per sei ore di lavoro al giorno. Con il risultato che gli archeologi attualmente incaricati percepiscono cifre comprese tra cinque e sette euro lordi all'ora. Basta il confronto con il costo orario di un operaio comune, 23 euro, per comprendere il vergognoso trattamento a cui sono soggetti questi professionisti di alta specializzazione, qualcuno con due lauree». Conclude Barrano: «Abbiamo chiesto un incontro a Italgas ma non abbiamo avuto ancora risposte. Facciamo pertanto appello alle amministrazioni coinvolte, tra cui il Comune di Roma, perché rivedano le condizioni e non calpestino la dignità degli archeologi".