Napoli HO letto con curiosità e qualche apprensione l' articolo di Piero Antonio Toma a proposito della Fondazione Ezio De Felice. Personalmente ho aderito all' appello lanciato da un gruppo di docenti universitari affinché l' impegno profuso da Eirene Sbriziolo, da poco scomparsa, non andasse completamente perduto e la Fondazione da lei presieduta potesse continuare dignitosamente la propria attività nella prestigiosa sede di palazzo Donn' Anna, con appropriati finanziamenti pubblici e un' altrettanto adeguata direzione scientifica. Viceversa, non sono sicuro che la "proposta" avanzata da Toma sia mossa da analoghe preoccupazioni. Non discuto della bontà o fattibilità di "azzerare" l' attuale consiglio di amministrazione e sostituirlo con una commissione temporanea che individui modi e tempi di rilancio della Fondazione. Mi preoccupa piuttosto la composizione di tale commissione, che secondo il suo ideatore dovrebbe comprendere i due soprintendenti cittadini, Giorgio Cozzolino e Fabrizio Vona, e l' architetto Sergio Attanasio. Mi sembra di capire che la scelta dei primi due sia dettata più che altro dalla necessità di salvaguardare il prezioso salone-teatro vicereale di palazzo Donn' Anna da improprie de-stinazioni d' uso incompatibili con il suo valore storico-artistico (così come peraltro di recente paventato). Mi preme tuttavia far notare che l' azione di tutela spetta alle Soprintendenze nell' esercizio sovrano delle proprie funzioni e che la terzietà dei suoi dirigenti è in genere un' imprescindibile garanzia di correttezza procedurale. Mi chiedo allora se la funzione di garanzia assicurata dai soprintendenti non sia piuttosto rivolta nei confronti del terzo componente di questo immaginato "triumvirato", l' architetto Sergio Attanasio, al quale sarebbe affidata la "progettualità" dell' operazione, in particolare per quanto riguarda il teatro fanzaghiano. Non mi sembra che sia questo in verità il problema attuale della Fondazione De Felice, né se sia istituzionalmente corretto proporre una sorta di incarico professionale sotto tutela delle Soprintendenze. Non saprei dire inoltre quali titoli specifici possegga l' architetto in questione per assolvere un simile mandato, a meno che non si voglia ritenere tale, come pare trasparire dall' articolo in questione, la pluriennale presidenza di un premio internazionale intitolato proprio a Cosimo Fanzago, responsabile anche del teatro di palazzo Donn' Anna. Viceversa so per certo che recentemente proprio la Soprintendenza di Palazzo Reale ha severamente censurato il suo operato a proposito di una consulenza relativa a un manufatto in piazza San Domenico maggiore, giungendo fino a revocare un' autoriz-zazione precedentemente concessa. A leggere le motivazioni di quel provvedimento di revoca in autotutela, si fa francamente fatica a giudicare la proposta di Toma una buona "soluzione".
NAPOLI La Fondazione Ezio De Felice
Un gruppo di docenti universitari ha lanciato un appello per garantire che l'attività della Fondazione Ezio De Felice non venga persa dopo la scomparsa di Eirene Sbriziolo. L'articolo di Piero Antonio Toma propone di "azzerare" l'attuale consiglio di amministrazione e sostituirlo con una commissione temporanea. La commissione dovrebbe includere i due soprintendenti cittadini Giorgio Cozzolino e Fabrizio Vona e l'architetto Sergio Attanasio. Toma sostiene che la scelta dei primi due sia necessaria per salvaguardare il salone-teatro di palazzo Donn' Anna.
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