«MI sento anch' io un po' casertano. Qui ho una mia attività e qui viviamo ogni giorno le difficoltà del territorio per chi fa impresa». Per la prima volta Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, parla in Terra di lavoro, nella Cappella Palatina della Reggia all' assemblea pubblica degli imprenditori. E lui in effetti è davvero di casa avendo uno stabilimento della Mapei nell' area Asi di Marcianise. Per la prima volta a Caserta, ma comunque di fretta perché in serata Squinzi era atteso a Roma ad una cena istituzionale con i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso. E il saluto da oriundo casertano il presidente di Confindustria lo mira tutto su uno dei punti più attuali del dibattito politico: «In Italia dovremmo investire nei beni paesaggistici e culturali, che sono principalmente al Sud, ma il problema è che la politica non percepisce affatto l' economia reale. Il pagamento dei debiti pubblici alle imprese e l' alleggerimento del cuneo fiscale sono le due priorità assolute. I debiti della pubblica amministrazione hanno ormai superato i 100 miliardi e 40 miliardi entro un anno e mezzo non sono assolutamente sufficienti in uno Stato civile che ha il dovere innanzitutto di far fronte ai propri impegni». Una convention, organizzata in grande stile dagli imprenditori casertani, a cui ha aderito il presidente della Regione Stefano Caldoro che guida la Campania da tre anni e che ha messo sul tappeto un serio problema istituzionale: «Le Regioni, così come sono, non servono. Bisogna avere il coraggio di affrontare questo grande tema e rivederne il ruolo puntando sul governo delle funzioni. Il paese ha bisogno di riforme, comprendendo la riorganizzazione delle Province e l' intero assetto della filiera istituzionale». Secondo Caldoro «La Regione non può essere un mini Stato che a volte interviene in maniera sostitutiva. Dobbiamo essere liberi da vincoli territoriali rigidi che non servono e non possiamo più pensare a perimetri amministrativi all' interno dei quali vogliamo portare tutto». «È vero che c' è un problema paese - ha aggiunto Caldoro - ma il paese deve ascoltare di più il Mezzogiorno. Il tema essenziale è che senza il Sud non si cresce e questa è una consapevolezza del governo. Nei giorni scorsi a Roma con il premier Enrico Letta abbiamo fatto il punto generale sulla Campania e il Sud. Per Caserta abbiamo il tavolo per l' area di crisi. La cosa fondamentale era avere la copertura economica e l' abbiamo avuta di recente con il riparto nazionale delle aree di crisi. Fondi, previsti nel piano di azione e coesione, che presto saranno materialmente disponibili».
NAPOLI - Squinzi: investire nella cultura al Sud Caldoro: le Regioni così non servono
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha parlato in un'assemblea pubblica degli imprenditori a Caserta, sottolineando le difficoltà del territorio per chi fa impresa. Squinzi ha anche parlato del pagamento dei debiti pubblici alle imprese e dell'importanza di investire nei beni paesaggistici e culturali. Ha anche sottolineato che la politica non percepisce affatto l'economia reale e che il pagamento dei debiti pubblici è una priorità assoluta. Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha anche parlato della necessità di riforme e di una riorganizzazione delle Province e dell'assetto della filiera istituzionale.
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