LECCE - Pannelli fotovoltaici dappertutto, nel Salento, persino nelle aree classificate "a rischio alluvione". Una rarità, nelle piatte campagne leccesi, ma non al punto da inibire la realizzazione di due megaimpianti del valore di 12 milioni, nelle località Spinelle e Macchia di Sanarica, che ieri sono finiti sotto sequestro. Duplice, secondo i carabinieri del Noe guidati dal maggiore Nicola Candido, il fronte degli illeciti, che si sarebbero consumati sul piano amministrativo e su quello ambientale. Per aggirare l' ostacolo dell' autorizzazione regionale, probabilmente difficile da ottenere per un sito caratterizzato da un' accentuata depressione e quindi definita a rischio nel Pai, sarebbe stato utilizzato il vecchio ma efficace stratagemma della realizzazione di parchi contigui. Separati i terreni e diverse le società titolari dei progetti, entrambi autorizzati grazie a una semplice denuncia di inizio attività per creare impianti di potenza inferiore a 1Mw, ma unica la regia dietro tutta l' operazione. Almeno secondo gli investigatori, che hanno spulciato la documentazione amministrativa presentata e scoperto che dietro le due società ci sarebbe la Sonnerstome Italia Alpha, che avrebbe frazionato gli impianti per eludere le normative di settore. Da qui la richiesta di sequestro, accolta dal gip Simona Panzera, che per il momento ha consentito che i parchi restino connessi alla rete elettrica. Indagati i legali rappresentanti delle due società di fatto proprietarie e il direttore dei lavori, ai quali vengono contestati i reati di lottizzazione abusiva a scopo edilizio di terreni sottoposti a vincolo paesistico e ambientale e deturpamento di bellezze naturali in aree ricadenti nel piano urbanistico tematico territoriale e nel piano assetto idrogeologico della Regione Puglia. L' installazione degli impianti, in assenza di validi titoli autorizzativi, secondo i carabinieri ha determinato l' alterazione di luoghi di pregio dal punto di vista paesaggistico e ambientale