UN MUSEO nazionale, un anfiteatro, un sito paleocristiano di prim'ordine, un villaggio protostorico unico, e poi una festa popolare che sta per ricevere il sigillo Unesco e uno dei più grandi filosofi moderni, Giordano Bruno: metti tutti questi ingredienti insieme e ti aspetteresti un'offerta turistica in grado di attirare frotte di visitatori. Ma a Nola le cose non stanno così. Anzi, se scavi, leggi anche una sottile diffidenza tra le istituzioni, lo Stato da un lato, il Comune dall'altro. Provi a chiedere in piazza Duomo dov'è il museo archeologico, e due anziani seduti su una panchina ai piedi del monumento all'imperatore Augusto, che morì nel 14 dopo Cristo «nei pressi di Nola», ti guardano stralunati. «Il museo? Boh, ma siete sicuro?» Non fa meraviglia così che le collezioni museali esposte nell'ex convento di Santa Maria La Nova siano state visitate l'anno scorso da 7.613 persone, appena venti visitatori al giorno. Un patrimonio che stenta a fare sistema. «A settembre - spiega Giuseppe Vecchio, il funzionario archeologo di zona - saremo costretti a riseppellire il villaggio del Bronzo antico che ha restituitoi resti di tre capanne, un unicum in Campania. La falda idrica in due anni si è alzata di tre metri, cosa sarà rimasto delle strutture rinvenute nel 2001? Abbiamo un progetto da cinque milioni di euro, abbiamo i suoli espropriati per proseguire l'indagine su questo insediamento di 4000 anni fa, ma dobbiamo rinunciare». Vecchio punta l'indice anche contro il Comune di Nola, «poco attento». «Noi collaboriamo con la Soprintendenza, vogliamo lavorare per fare sistemae creare un'offerta unica, lo dica al dottor Vecchio», rintuzza l'assessore alla Cultura Cinzia Trinchese. «E poi io sono assessore dall'8 aprile e nel Maggio dei monumenti ho voluto la Notte dei musei, 5000 visitatori all'archeologico e 2600 a quello diocesano. E poi visite guidate all'Anfiteatro e alle chiese». E a chi le ricorda che lei è figlia Nicola Trinchese, il capoparanza più antico di Nola, risponde: «Io mi occupo come assessore della Festa dei Gigli fino al venerdì, quando iniziano i riti». Commenta il sindaco Geremia Biancardi: «Abbiamo un grande patrimonio che però stenta a fare sistema. Polemiche con la Soprintendenza? Assolutamente no, c'è grande collaborazione. Non siamo certo Pompei o Roma, però mettendo insieme il museo archeologico, il Duomo, l'anfiteatro, le Basiliche paleocristiane di Cimitile, l'anfiteatro di Avella, Giordano Bruno, il villaggio preistorico e tante altre ricchezze si può costruire un'offerta». Che fare allora? «Penso a un protocollo d'intesa tra i Comuni, la Curia nolana, la Soprintendenza sulla gestione - ragiona Biancardi - così da poter affidare questi beni ai giovani del territorio, magari organizzati in cooperativa». Ma la Soprintendenza a settembre ricopre il villaggio protostorico. «Davvero? Io non ne sono niente, aspetto comunicazioni», ribatte il sindaco. Certo, il lavoro da fare non manca. Nella vicina San Paolo Belsito , sotto la guida dell'archeologo Nicola Castaldo, è in fase di completamento il parco didattico in località Vigna. Sono state ricostruite le capanne protostoriche. Resta ancora da portare alla luce il grande anfiteatro di Nola: «Dal 1990 abbiamo espropriato quasi tutto - precisa l'archeologo Vecchio - c'è un progetto da 10 milioni di euro per riportarlo in luce interamente».
Nola, un immenso patrimonio che non riesce a fare sistema
Nola, una città in Campania, ha un patrimonio culturale ricco, ma le sue istituzioni sembrano avere difficoltà a gestirlo. Il museo archeologico, l'anfiteatro, il sito paleocristiano e il villaggio protostorico sono solo alcuni degli elementi che compongono il patrimonio della città, ma le visite sono poche. Il funzionario archeologo Giuseppe Vecchio lamenta la mancanza di collaborazione tra lo Stato, il Comune e la Soprintendenza, che ha portato a una riduzione delle attività di scavo e restauro. Il sindaco Geremia Biancardi sostiene che ci sono polemiche con la Soprintendenza, ma che ci sia una grande collaborazione.
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