L'interesse per il palazzo del Comune Vecchio crea fervore anche perchè, questo simbolo visivo, rappresenta il riferimento storico di Cecina dopo la demolizione dell'antico Castello dei Medici, il Fitto, avvenuta all'inizio degli anni sessanta, dopo il grave danneggiamento subito nell'ultima guerra. Con tale perdita, l'amministrazione comunale decise di mantenere il legame con le radici della storia attraverso il recupero, ed il restauro, dell'affresco della Cappella cinquecentesca devota a S. Ranieri, insediata all'interno dell'antico palazzo: dando all'opera artistica nuova collocazione decorativa nella sala del consiglio comunale e della giunta, situata nella sede di Piazza Carducci. L'affresco recuperato e intavolato, sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Artistici, fu posto alla parete della sala sul lato di via Manzoni, e alla vista degli amministratori locali. Attualmente, la suddetta opera, si trova esposta nel Museo etrusco - romano della Cinquantina, tanto da far provare un senso di impoverimento della sua importanza storica, e con l'auspicio che una nuova sensibilità istituzionale riconsideri la sua giusta collocazione nella futura sala dell'Arte, che dovrà sorgere nel Comune Vecchio di Piazza Guerrazzi. Tra l'altro, l'affresco della "Pietà Cecinese", di autore ignoto, che risale al 1595, fa interpretare l'omaggio all'eredità di Michelangelo con 1'avvenuta fondazione dell'Accademia del Disegno in suo onore, istituita nel 1588; oltre a far sentire l'influenza del Concilio di Trento (1545 - 1563) , che aveva riabilitato nelle chiese: altari, sacerdoti , e immagini sacre, allontanati dal protestantesimo. Tuttavia, quest'opera è stata la prima raffigurazione conosciuta, che ha messo in relazione l'arte rinascimentale con il nostro territorio della Maremma, insalubre e malarico; ciò avvenne nel contesto di una nuova rivendicazione spirituale per risvegliare il sentimento religioso. Infatti, l'affresco dipinto, con la Maddalena, Cristo, la Vergine, e S. Caterina da Siena, dette inizio alla forma educativa tramite la dottrina cristiana, rivolta ai bifolchi, garzoni, operanti di lavorie, ed a quanti si avventuravano lungo la strada maremmana, attraversando le boscaglie di Cecina. Per cui oggi, questa rara testimonianza del nostro passato, deve ritornare a far interpretare lo spirito e la storia dal suo luogo naturale, nell'attuale contesto delle passioni creative e dell'evoluzione delle arti figurative, che hanno sempre avuto un intenso richiamo educativo. Ilio Nencini
CECINA Restituiamo alla città la Pietà esposta al museo
Il palazzo del Comune Vecchio di Cecina è un simbolo storico del comune dopo la demolizione dell'antico Castello dei Medici. L'amministrazione comunale ha deciso di mantenere il legame con la storia attraverso il recupero e il restauro dell'affresco della Cappella cinquecentesca, che è stato posto nella sala del consiglio comunale. L'affresco è stato recuperato e intavolato dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e ora si trova nel Museo etrusco - romano della Cinquantina. L'opera è stata creata nel 1595 e rappresenta l'omaggio all'eredità di Michelangelo.
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