Ambientalisti e appassionati d'arte lo hanno sempre sostenuto: l'area del Pomario ha una chiara identità storica che deve essere tutelata. E le mura riaffiorate ne sono, ai loro occhi, la conferma. Già la decisione dell'amministrazione di iniziare la pulizia dell'area ( in realtà ferma da qualche giorno) è stata accolta con entusiasmo. E , proprio di fronte all'addio a rovi e sterpaglie, Italia Nostra ha scritto al sindaco Alessandro Volpi: «La pulizia, condotta per la verità con grande attenzione - scriveva l'associazione in una nota - ha evidenziato vecchi muri che sembrano essere proprio - adesso c'è la conferma - quelli che racchiudevano il giardino ducale seicentesco di agrumi realizzato da Alberico e ampliato da Carlo II e sono del tutto simili a quelli ancora esistenti nel suggestivo percorso lungo via Camporimaldo. Ci auguriamo che questo sia davvero l'inizio di un circolo virtuoso che porti al recupero di un'area splendida incredibilmente abbandonata negli anni passati e in gran parte edificata negli anni sessanta. Speriamo anche - proseguiva l'associazione - che il portale cosiddetto di Pasquino e Pasquino, ingresso dell'antico giardino, chiuso al traffico solo dopo infinite sollecitazioni, attualmente ancora di proprietà privata, venga adeguatamente valorizzato perché è uno dei più importanti monumenti massesi. Inutile dire che a questo punto l'idea, peraltro mai da alcuno ufficializzata, del parcheggio provvisorio dentro il giardino da recuperare ci sembra definitivamente sepolta». Adesso la conferma del vicesindaco. MASSA Che tra rovi e spine potesse nascondersi un tesoro era intuibile. Adesso, però, c'è la conferma: qualche giorno di lavoro ed eccole, fare capolino, le antiche mura cinquecentesche. L'amministrazione decide di pulire l'area del Pomario e si ritrova con un vero e proprio reperto storico tra le mani. Cosa ne sarà di quelle mura e dell'area è ancora da vedere, ma una cosa è certa: da quelle parti di macchine non ce ne saranno. Addio parcheggio - definitivo o provvisorio che fosse - in area Pomario. E - aspetto non secondario - perequazione da ridefinire. I terreni e il diritto a costruire. Nel cinquecento meraviglioso giardino, il Pomario ha perso negli anni lo splendore che solo la simmetria rinascimentale sa regalare: sterpaglie e rovi hanno sostituito siepi e alberi da frutto. Poi la decisione, nell'ambito del progetto Piuss, di recuperarlo. Primo passo: riportarlo nelle mani del Comune. L'area è di privati, infatti, e per riacquisirla l'amministrazione (giunta Pucci) gioca la carta della perequazione. Un parolone per dire che il privato cede la proprietà - in questo caso del Pomario - e acquista, in cambio, un terreno in cui edificare. Così il vecchio giardino torna al Comune che autorizza all'edificazione di una palazzina - i lavori sono in corso - in via Croce. Seconda perequazione per un'area limitrofa al vero e proprio giardino, dall'altra parte della strada: anche in questo caso il privato può costruire, in un terreno adiacente la scuola Bertagnini, ma - ecco la perequazione - deve realizzare un parcheggio, sempre in zona e una rotatoria su via Venturini. Il cantiere per l'edificio (residenziale e commerciale) apre i battenti, ma le opere a carico del privato, invece, non ci sono. Il posteggio, ad onor del vero, c'è, una sessantina di posti realizzati, però, dal Comune: cede un muro, l'amministrazione (l'assessore competente era Fabrizio Brizzi) mette in sicurezza l'area e realizza il parcheggio. A sue spese. Il progetto per la valorizzazione del Pomario cambia, la rotatoria, prevista inizialmente su via Venturini, non si fa più, quindi nessun lavoro rimane a carico del privato. Ecco quindi l'idea di farne un altro di parcheggi, proprio a ridosso del vecchio giardino. Vecchie mura, niente posti auto. Salta, però, anche questa ipotesi. A confermarlo è il vicesindaco Uilian Berti: affiorano le mura del '500, scattano le normative a tutela dei beni storici. Da quelle parti di macchine neanche l'ombra. E adesso - questa la vera partita - non solo deve essere ridefinito l'accordo con il privato, ma l'amministrazione deve mettersi al lavoro per individuare aree di posteggio alternative. I tempi stringono, i lavori al mercato coperto potrebbero partire a breve. Ma è impossibile mettere in moto le ruspe prima di aver trovato un'area che possa ospitare almeno i 70 posti cui dovremmo rinunciare a cantiere aperto. Incontri con i cittadini. «Valuteremo altre ipotesi - conferma Berti - sull'area c'è un vincolo della soprintendenza. Le mura ne confermano la naturale vocazione. Credo che la zona, tutta quanta, debba tornare ad essere un giardino. In ogni caso - prosegue - promuoverò a breve un ciclo di incontri con i cittadini. Il percorso deve essere condiviso». Comunque - questo è assodato - il parcheggio, anche se provvisorio, al Pomario non si farà. Chiara Sillicani
MASSA. Il ringraziamento di Italia Nostra: Finalmente è iniziato il recupero
L'area del Pomario, un giardino storico di agrumi realizzato nel Cinquecento, è stata oggetto di una pulizia condotta dall'amministrazione comunale. La pulizia ha evidenziato vecchi muri che sembrano essere quelli che racchiudevano il giardino ducale seicentesco. L'associazione Italia Nostra ha scritto al sindaco Alessandro Volpi, chiedendo di valorizzare l'area e di proteggere i monumenti. Il vicesindaco Uilian Berti ha confermato che le mura del '500 sono state ritrovate e che le normative a tutela dei beni storici sono state applicate.
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