PISTOIA Si chiama "FeelHippo" ed è un piccolo sottomarino autonomo in grado di esplorare i fondali e registrare immagini utili per scopi archeologici, per la sorveglianza subacquea dei porti o per il monitoraggio dei parametri ambientali. Con questo progetto, la squadra della facoltà d'Ingegneria dell'Università di Firenze per la prima volta è salita sul podio del Sauc-e, l'importante competizione per la robotica sottomarina che si svolge da otto al Centro di ricerche marittime della Nato, a La Spezia. Un veicolo tutto "made in Pistoia", come altri robot per l'archeologia subacquea che in questi anni sono nati nell'attrezzato laboratorio di modellazione dinamica e meccatronica (Mdm Lab) posto all'interno dell'Itis "Fedi-Fermi", da quando la Provincia di Pistoia ha dato gli spazi in comodato d'uso alla Facoltà d'Ingegneria dell'ateneo fiorentino. Un laboratorio che, oltre ad avere la sede in città (uno spazio vitale per i futuri ingegneri che qui mettono in pratica i loro progetti di robotica), ha anche diversi partners sul territorio: da AnsaldoBreda, vista l'iniziale impronta ferroviaria del laboratorio creato su impulso del professor Paolo Toni, alla Ecm Railway Revolution di Casalguidi, che opera nello stesso settore e che ha sponsorizzato quasi per intero la realizzazione del robot che si è aggiudicato il terzo posto alla competizione di La Spezi,a dietro al progetto delle università di Cambridge e del West England. Un progetto, quello di FeelHippo, a cui ha contribuito anche la Stern di Bardalone, che ha fornito il materiale per la costruzione . Entrando nella fucina operativa di via Panconi, a fare gli onori di casa è Andrea, giovane pistoiese che ha preparato la tesi della laurea triennale proprio sul progetto FeelHippo, a cui ha lavorato un'equipe di 17 universitari seguiti dal professore di robotica Benedetto Allotta, colui che da quattro anni ha sviluppato questa nuova frontiera della progettazione. I lavori nel laboratorio fervono perché, come ci spiegano i dottorandi Alessandro Ridolfi e Riccardo Costanzi i progetti sono tanti. Il primo è stato Thesaurus, opera completata proprio in occasione del Sauci 2012, con l'università fiorentina vinse il premio di miglior team esordiente. «Un lavoro importante - spiega Alessandro - ma che presentò alcuni limiti, come le grosse dimensioni e i tempi lenti per la ricarica delle batterie». Seguendo gli imperativi di un mercato che impone costi bassi e dimensioni ridotte per facilitare l'uso dei robot da parte degli archeologi senza l'aiuto di una squadra di ingegneri, nello corso autunno è nato "Nemo", un robot richiesto dai geologi della facoltà di Scienze Naturali di Firenze, che, in collaborazione con la Protezione Civile, avevano bisogno di uno strumento per esplorare la zona più bassa (e pericolosa per i mezzi ed il personale dei vigili del fuoco) della Costa Concordia. In contemporanea è stato portato avanti il progetto di FeelHippo, per il Sauc-e 2013. «E' un strumento autonomo - spiega Riccardo - cioè non ha bisogno di essere teleguidato. Riesce a localizzarsi in una zona e a fare delle immagini di ciò che vede. Siamo ripartiti da zero sia nella progettazione meccanica che nella parte del software». Attualmente il laboratorio sta lavorando ad un progettone (Arrows), in collaborazione con l'università di Edimburgo. Per questo progetto, è nata "Marta", robot sottomarino con determinate peculiarità che si adattano alle coste siciliane e a quelle del Mar Baltico dove dovrà operare. «Lo sviluppo di questo laboratorio - tiene a dire il professor Allotta - è stato possibile grazie alla collaborazione tra Università di Firenze, Provincia di Pistoia e Istituto tecnico "Fedi-Fermi". La collaborazione con la scuola superiore è fondamentale: i ragazzi vengono nel laboratorio e noi usufruiamo di alcuni strumenti e delle competenze dei docenti dell'Itis». Il team di "FeelHippo", terzo posto al Sauci 2013, è composto da Fabio Bartolini, Roberto Conti, Riccardo Costanzi, Jonathan Gelli, Enrico Meli, Niccolò Monni, Marco Natalini, Riccardo Ridolfi, Lorenzo Aloise, Andrea Baldini, Andrea Dabizzi, Valentina Daddi, Cinzia Galassi, Emilio Lupi, Elia Mazzuoli, Marco Montagni, Marco Pagliai. Elisa Pacini
Un robot made in Pistoia
Il progetto "FeelHippo" è un piccolo sottomarino autonomo sviluppato da una squadra di ingegneri dell'Università di Firenze. Il progetto ha vinto il terzo posto al Sauc-e 2013, una competizione per la robotica sottomarina. Il progetto è stato realizzato nel laboratorio di modellazione dinamica e meccatronica dell'Università di Firenze, con la collaborazione della Provincia di Pistoia e dell'Istituto tecnico "Fedi-Fermi". Il progetto "FeelHippo" è stato sviluppato per esplorare i fondali e registrare immagini utili per scopi archeologici, per la sorveglianza subacquea dei porti o per il monitoraggio dei parametri ambientali.
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