PRATO C'è lo slogan, ovvero Il Rinascimento torna a casa, ci sono i manifesti che in questi giorni tappezzeranno la città e porteranno l'annuncio della grande esposizione di settembre. Ci sono tutti gli ingredienti per far decollare la campagna advertising in vista della mostra "Officina pratese. Da Donatello a Lippi", curata da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli e promossa dal Comune. Fervono così i preparativi per l'appuntamento del 13 settembre, quando le porte di Palazzo Pretorio si apriranno per accogliere i capolavori realizzati dai maestri del Rinascimento che a Prato furono protagonisti e che oggi sono esposti nei musei di mezzo mondo. Ed è tempo, appunto, di promuovere la visibilità della mostra anche con gli oltre 200 manifesti di varie dimensioni che compariranno in questi giorni in città, come prima tappa della campagna promozionale. «Lo slogan Il Rinascimento torna a casa sottolinea l'assessore alla Cultura Anna Beltrame - significa valorizzare l'arte e la bellezza che Prato ha saputo esprimere nel Quattrocento, lanciando allo stesso tempo un messaggio di speranza per la città. Ci auguriamo infatti che la mostra di settembre e la riapertura di un monumento simbolo come Palazzo Pretorio possano diventare motore di una nuova vocazione turistica per Prato». Sugli oltre 200 manifesti fatti stampare dal Comune e pronti per l'affissione saranno impressi due particolari della Madonna della Cintola, opera di Filippo Lippi proveniente dal Museo di Palazzo Pretorio, scelta come immagine simbolo della mostra. A proposito della provenienza dei capolavori esposti a Palazzo Pretorio, alcuni di questi arriveranno da lontano e attraverseranno i continenti per giungere a Prato. Prima fra tutte, una stupefacente tavola di Paolo Uccello che in proprio in città conobbe il periodo della sua formazione: si tratta di San Giorgio e il drago (nella foto un particolare dell'opera, ndr), datata 1423-1425 e conservata alla National Gallery of Victoria di Melbourne. RIPRODUZIONE RISERVATA