PRATO Chi crede che negli ospedali da smantellare di Lucca, Massa Carrara e Pistoia la Regione non abbia intenzione di fare case e negozi, sbaglia di grosso. In tutti i presidi ospedalieri che stanno per diventare ex, compreso il Misericordia e Dolce, c'è una porzione consistente di spazi destinati alla speculazione. Il motivo è uno solo: per ogni nuovo ospedale che nascerà da qui ad un anno in Toscana (quello di Pistoia, del Ceppo, è stato inaugurato ieri), la Regione ha intenzione di recuperare almeno una parte degli investimenti sostenuti per costruire quelli nuovi. Ed è così che Massa Carrara dovrà tirare fuori 14 milioni e mezzo; Pistoia 18; Lucca 23 e Prato - dopo una trattativa estenuante con il Comune tuttora aperta - tra i 20 e i 25 milioni. Un'area che oggi è al centro delle polemiche per la destinazione futura. Cittadini, una parte di istituzioni (la Provincia), associazioni, in primis quelle ambientaliste e poi tecnici (architetti e ingegneri) hanno bocciato l'idea di valorizzare l'area del Misericordia e Dolce con tre blocchi di case (200 appartamenti e qualche negozio). Un fuoco di sbarramento che però pare meno vivace nelle altre province. Vediamo caso per caso. Pistoia al via. Il nuovo ospedale dei cugini pistoiesi è finito e a breve entrerà in funzione al posto del vecchio, il Ceppo. Che però non sarà completamente dismesso: la parte più recente resterà a destinazione sanitaria e lì saranno accorpate le funzioni socio-sanitarie sparse sul territorio. Quella vecchia - una parte monumentale tutelata dalla Soprintendenza - avrà diverse funzioni già individuate: la parte più pregiata diventerà un museo, alcuni padiglioni (per 9690 metri quadrati) saranno a ricettivo, uffici e terziario, le case nasceranno nel padiglione cosiddetto Lazzareschi e altre sul lato settentrionale dell'ospedale. La variante c'è già. Mancano i piani di recupero. Lucca si sdoppia. Un altro caso complicato, è quello del presidio lucchese, Campo di Marte, ospedale composto da diversi padiglioni che per un terzo (6mila metri quadrati) resteranno a destinazione sanitaria - la Cittadella della salute - con molteplici servizi: centro del 118, salute mentale, centro prelievi, il centro direzionale Asl, dermatologia, diabetologia, un poliambulatorio, il centro cardiologico comprensivo della riabilitazione, screening senologico e mammografia, il consultorio donna, e poi la riabilatazione, il day service riabilitativo, la farmaceutica territoriale, Srt, polo ecografico e raggi x, centralino, Ced e sala macchine. Non è ancora finita: resteranno la sede degli ambulatori della libera professione, la Casa della salute (cure intermedie), i medici di medicina generale, pediatri, odontostomatologia, assistenti sociali. Gli altri due terzi di ospedale lucchese (14mila metri quadrati di superficie coperta) la Regione ha intenzione di venderli al migliore offerente - privato ovviamente - così come sono. Proposta che ha fatto storcere il naso al sindaco Alessandro Tambellini che lì vedrebbe un grande polo scolastico per mantenere le funzioni pubbliche dell'area. Ma siamo in alto mare. Massa Carrara fanalino di coda. Per il nuovo ospedale massese i tempi sono ancora lunghi: un anno e mezzo almeno. Però le idee sono già chiare: i due presidi di Carrara resteranno attivi, verrà smantellato solo quello di Massa il cui edificio, in una zona di particolare pregio la Regione ha intenzione di mettere in vendita. Un'altra volta, così com'è. E la variante c'è già. Nei due presidi di Carrara da trasformare, resteraanno numerose attività sanitarie: ambulatori, anche chirurgici, attività specialistiche, una parte di oncologia, il Sert, un Day surgery, sale per interventi chirurgici che non richiedono il ricovero, risonanza magnetica, Tac, Pet, radiodiagnostica e poi spazi per la medicina generale, pediatri e scuola infermieri. Insomma un altro ospedale.