Un altro crollo negli Scavi di Pompei, stavolta lungo via Stabiana. Alcune pietre sono venute giù dalla sommità di un muro del Teatro Piccolo. Nessun ferito, danni lievi, ma è scattato comunque lo stato di massima allerta. Appena appresa la notizia, il ministro per i Beni culturali Massimo Bray ha raggiunto Pompei e incontrato i vertici della Soprintendenza. I tecnici della Soprintendenza hanno effettuato i sopralluoghi subito dopo la segnalazione, avvenuta di mattina presto, quando all'interno del sito archeologico non c'era molti turisti. Sul posto anche i carabinieri e l'archeologo Ernesto De Carolis, responsabile del Centro ricerca applicata, che sostituisce momentaneamente il direttore degli Scavi, Grete Stefani. L'Odeion non è inserito nell'elenco delle strutture a rischio tuttavia rientra nel progetto di riqualificazione del Teatro Grande, un'opera finanziata dall'Unione europea e congelata da un'inchiesta della magistratura. Il piccolo cedimento rilancia l'allarme sulla conservazione del sito archeologico più visitato al mondo. Qualche settimana l'Unesco ha chiesto interventi concreti per salvaguardare Pompei e gli scavi archeologici dell'area vesuviana, un tesoro inserito tra i patrimoni dell'Umanità. "Anche questo crollo preoccupa", dice Antonio Irlando, presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale. "Si apre un fronte di criticità in una zona molto frequentata dai turisti, a ridosso di un'area interessata dal contestatissimo restauro per il quale si sono sperperati, secondo l'inchiesta della procura, ben oltre otto milioni di euro".