Lo Spedale vecchio è uno dei 10 luoghi da salvare proposti dal Tirreno. Già attorno al Trecento si hanno le prime tracce di quello che sarà un ospedale di prestigio. Luogo destinato alle cure di migliaia di malati e a ospitare gli studi di un certo Robert Koch, premio nobel per la medicina. Inizialmente gestito dai frati francescani, il complesso diviene ben presto distaccamento del prestigioso Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. Solo giunta la metà degli anni Novanta, con un capoluogo in continua espansione, il vecchio e glorioso Spedale si avvia alla chiusura. Al suo posto arriva l'imponente Misericordia, costruito negli anni Settanta all'interno del nuovo quartiere Pace. Dopo secoli di onorata attività, dell'edificio tra via Ginori e via Saffi, quello che tanto ha dato a una cittadina fragile, restano promesse e incuria. (m.b.) di Maurizio Bernardini wGROSSETO La struttura che ospitava la guardiania del regio Spedale cittadino sarà demolita. Lì sotto è necessario portare avanti alcuni lavori di consolidamento strutturale e di cura della rete fognaria. La decisione è già scritta nero su bianco su di una delibera di giunta. Intanto però si accendono le polemiche: quel manufatto, secondo l'architetto Roberto Aureli, è tutelato dalla legge regionale 59 del 1980 che ne impone la conservazione e la cura. «Senza considerare dice il professionista che la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto dovrebbe aver ricevuto dal Comune richiesta di regolare notifica del bene». Una procedura riferita a diversi anni fa. Così fosse, metter mano alla guardiola non sarebbe semplice. La chiesa. Tutto nasce dal pessimo stato in cui versa il convento di San Francesco. Uno dei più importanti luoghi di culto e arte della Maremma (un gioiello da preservare a ogni costo) è puntellato su più parti a causa di alcuni problemi strutturali, cedimenti e infiltrazioni. Una storia che va avanti da diverso tempo e su cui stanno lavorando alcuni professionisti grossetani. Ora tutto è sotto controllo, ma sono necessari degli interventi anche a livello della rete fognaria e c'è chi parla di un consolidamento delle fondamenta. Ecco dunque il bisogno di metter mano al casotto del regio Spedale, struttura che costeggia il convento. Insomma, a quanto pare, sistemare la faccenda senza stravolgere l'area non è proprio possibile. La giunta. Da parte sua la giunta non ha avuto dubbi: la delibera 261 del 9 luglio è chiara e immediatamente eseguibile. Per i tecnici di piazza del Duomo uno problemi con eventuali vincoli legati alla storicità dell'edificio che andrebbe raso al suolo proprio non ce ne sono. Aureli. Quando l'architetto Roberto Aureli viene a sapere che il casottino della guardiania a servizio del vecchio Spedale sarà abbattuto va su tutte le furie. «Si tratta di un'opera di assoluta qualità. È parte integrante della cancellata, ci sono delle belle inferriate e a suo tempo lo trattai quando feci la perizia per il procuratore della Repubblica (1993). Il casottino è di fine Ottocento. Secondo me potremmo lavorarci sotto facendo una copertura e tenendolo integro. Insomma, se la volontà c'è è cosa fattibile. Altrimenti scegliamo di smantellare tutto e iniziamo a buttare giù il Cassero, palazzo Mensini, lo Spedale e tutto il resto». Poi l'architetto rilancia una vecchia sfida ai vertici comunali: «Rinnovo l'invito a un dibattito pubblico sul concetto di tutela del centro storico di Grosseto». Poi, sulla possibilità che a lavori ultimati lo storico casottino possa essere ricostruito come e dove prima: «Non ci credo, è l'occasione per farlo fuori. Non lo tireranno più su». Interrogativo. E infatti, alla fine dei conti, il punto di domanda è proprio quello: chi ricostruirà la struttura demolita? L'orientamento del Comune è quello di affidare il recupero del manufatto alla Curia. Ma dal San Francesco l'unica notizia che arriva è quella di diverse bocche cucite. Insomma, per il momento l'unica cosa certa è la delibera di giunta che legittima un eventuale intervento. Ma da qui a dire chi ripristinerà l'antico casottino - e con quali tempistiche - di distanza ne corre molta.