PRUDENZA. Ma anche voglia di raccontare una scoperta che potrebbe cambiare la storia della presenza del cristianesimo in Campania e in Italia. Viene da Nola, dove nella cripta di San Felice, che occupa i sotterranei del Duomo, l' archeologo Nicola Castaldo, con la guida di Giuseppe Vecchio, della soprintendenza di Napoli e Pompei, ha rinvenuto i resti di una casa romana utilizzata quasi certamente come luogo di culto della comunità cristiana. NON c' è ancora la certezza ufficiale, ma quella venuta alla luce potrebbe essere la prima "domus ecclesiae", cioè la più antica "casa della chiesa" attestata in Campania, e forse in Italia. Un' abitazione dove si riunivano clandestinamente i primi seguaci di Cristo. Il rinvenimento fa risalire la presenza dei cristiani a Nola all' età apostolica, prima di Napoli e della vicina Cimitile. La scoperta riapre il dibattito sulla presenza di due santi che portano il nome di Felice: questo di Nola, vescovo, e il Felice presbitero delle basiliche di Cimitile, citato negli scritti di San Paolino. Le ricerche sono state finanziate da don Angelo Masullo, decano del Capitolo cattedrale. La grande parete affrescata venuta alla luce si data tra la fine del primo secolo e la metà del secondo secolo dopo Cristo, ed è la stessa parete dove da sempre si venera San Felice, primo vescovo di Nola, morto nel 95 d.C. in seguito alle persecuzioni dell' imperatore Domiziano. Si tratta dei resti dell' esedra del giardino della casa romana, poi inglobati nel basilica paleocristiana di IV-V secolo, perché lì era stato sepolto San Felice. E su quella prima chiesa, poi, nel XIV secolo fu costruita la Cattedrale di Nola. «Siamo di fronte a una continuità di insediamento sacro molto significativa - spiega l' archeologo Castaldo - e tutte le analisi condotte sulle malte e sulle strutture esplorate nella cripta ci confermano una datazione al I-II secolo dopo Cristo. Le strutture murarie portate alla luce consentono di attestare l' antichità del luogo di culto sorto in un' area già insediata in epoca romana: una domus utilizzata poi come ecclesia, l' embrione attorno a cui si sarebbe sviluppata la prima basilica cristiana». La scoperta sarà presentata domani nel corso del convegno "La cripta di San Felice nell' insula episcopalis di Nola", promosso dalla soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei e dalla Curia arcivescovile. Resti di affreschi sono stati rilevati anche in altri punti della parete, sia nella parte mediana che in quella superiore prossima alla volta della cripta, sottoposte a quelli quattrocenteschi. «La muratura - precisa Nicola Castaldo - poteva anche far parte di un' aula absidata di una vasta domus della prima età imperiale, impiantata sui resti di un precedente edificio di epoca ellenistico-romana». Dietro l' altare della cripta di San Felice sono stati condotti dei saggi di scavo. Ora gli archeologi cercano la conferma definitiva alla loro scoperta: la tomba di San Felice che potrebbe trovarsi dietro il marmo dal quale fuoriesce la "manna miracolosa". «Il 15 novembre e l' 8 dicembre di ogni anno - racconta il parroco don Mimmo De Risi, che sulla manna ha scritto anche un libro - i fedeli affollano la cripta per il miracolo della manna di San Felice». Le gocce del liquido vengono raccolte in un calice tramite un canaletto in argento conficcato nell' apertura della lastra marmorea che dovrebbe nascondere la tomba di San Felice. Ma per questo servono nuovi scavi, che consentirebbero di indagare un luogo di culto utilizzato ininterrottamente dai primi secoli dell' Impero romano fino a oggi.
NAPOLI - Ecco la chiesa dei primi cristiani
Nella cripta di San Felice a Nola, in Campania, gli archeologi hanno scoperto i resti di una casa romana utilizzata come luogo di culto della comunità cristiana. La scoperta risale all' età apostolica, prima di Napoli e della vicina Cimitile. La casa venne utilizzata come "domus ecclesiae", ovvero la più antica "casa della chiesa" attestata in Campania, e forse in Italia. La grande parete affrescata, data tra la fine del primo secolo e la metà del secondo secolo dopo Cristo, è stata trovata nella stessa posizione dove da sempre si venera San Felice, primo vescovo di Nola.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo