Italia Nostra Napoli RISULTA che è stato redatto dall' amministrazione de Magistris il preannunciato masterplan del nuovo look del lungomare di Napoli. Prima di presentare un vero e proprio progetto alla città l' assessore all' Urbanistica, Piscopo, intende ottenere la condivisione delle Soprintendenze e poi degli operatori commerciali e turistici. Il metodo è corretto, ma esistono premesse e punti fermi che Italia Nostra reputa necessario ribadire. Le premesse: il Comune ha assunto l' impegno del ripristino dello stato dei luoghi dopo lo svolgimento delle regate, e cioè della trasformazione in scogliera soffolta previa rimozione dei noti prolungamenti temporanei ( i cosiddetti "baffi"); operazione per cui risultano stanziati i fondi. Inoltre: è in grado l' amministrazione comunale di garantire un trasporto pubblico efficiente (per la linea 6 della Metropolitana si è ancora in alto mare) per assicurare i collegamenti ovest-est prima di tornare a chiudere via Caracciolo anche nei giorni feriali? I punti fermi. Su richiesta di Italia Nostra - che vinse anche un ricorso al Tar contro il rilascio di una licenza comunale (giunta Iervolino) per circa 1000 barche da diporto su lungomare - la soprintendenza ai Beni architettonici ha apposto un ulteriore vincolo paesaggistico indiretto sul muro parabolico ottocentesco e sulla storicizzata configurazione di via Caracciolo. Ne consegue che non è possibile demolire il pregevole parapetto in pietra con ringhiere di bronzo, né installare piattaforme di legno sulle scogliere da rendere più accessibili, appunto, con l' eliminazione del predetto parapetto ottocentesco (la spiaggia pubblica è prevista a Coroglio). Va semmai esaminata l' opportunità di eliminare i chioschi realizzati da Mendini nella Villa comunale, da sostituire con strutture leggere per la ristorazione, previo regolare concorso pubblico.