L'UNIVERSITÀ di Genova guarda al futuro con un sogno da cento milioni di euro per recuperare l'Albergo dei Poveri. L'edificio realizzato più di 300 anni fa per assistere le persone in difficoltà si trasforma così nell'"albergo dei giovani" con un nuovo campus, in stile europeo, che nel 2019 potrebbe ospitare più di settemila studenti in arrivo dalle facoltà di Giurisprudenza, Lingue straniere e Scienze politiche. Un progetto a 360 gradi che non prevede solo il recupero di 48.000 mila metri quadrati all'interno della struttura ma si apre alla città con la riconversione degli spazi esterni, dagli orti urbani di Valletta San Nicolaa nuovi accessi pedonali, aree gioco e servizi per il quartiere. E nello studio di fattibilità, realizzato dalla Scuola di Specializzazione in beni Architettonici e del Paesaggio diretta dal professor Francesco Musso, non c'è spazio solo per aule di ultima generazione, laboratori, uffici, archivi e biblioteche: la nuova via d'accesso a piano terra, sarà occupata da ristoranti, bar, librerie e negozi. «È un'operazione di restauro importantissima e il coinvolgimento dei privati è fondamentale, non solo per un finanziamento iniziale ma anche nell'utilizzo della nuova struttura. L'Università non è in grado di accollarsi da sola gli oneri di un progetto così ambizioso - ha spiegato ieri mattina Giacomo Deferrari, rettore dell'Università di Genova, durante il secondo "Tavolo della città per l'Albergo dei Poveri"-E' un sogno condiviso che coinvolge anche altre istituzioni come il Comune, la Soprintendenza e l'Unesco». Sulla stessa lunghezza d'onda del rettore, anche il sindaco Marco Doria che appoggia il progetto senza riserve: «L'università è il futuro della città, un pezzo importante per la qualità della nostra vita, bisogna essere coraggiosi e visionari. Certo il tempo, il recupero degli spazi e i finanziamenti devono essere tenuti in considerazione e per la sostenibilità economica di questa operazione bisogna considerare funzioni in grado di sostenersi da sole». E al centro del progetto ci sono proprio le risorse economiche: da ottanta a cento milioni di euro il capitale necessario per portare a termine l'operazione e già si ipotizzano le prime strategie per il recupero dei fondi: i privati potrebbero essere coinvolti anche nella gestione delle residenze per studenti a cui sono stati destinati più di 1200 metri quadrati al quarto piano dell'Albergo dei Poveri, diventando così il quarto lotto che offre ospitalità agli universitari. «L'intervento dei privati non deve essere demonizzato - ha ribadito Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco - basti pensare cos'è successo a Palermo a Palazzo Branciforte dove viene ospitata la scuola di cucina del Gambero Rosso. Genova deve concentrarsi sul futuro con questo progetto che prevede inclusione sociale e una comunicazione costante e pervasiva tra l'ateneo e la città» Intanto, è stato confermato il prolungamento della concessione tra l'istituto Brignole e l'ateneo stipulato nel 2001, con una durata di cinquant'anni, per permettere di riassorbire i costi e i tempi di un'operazione così complessa, mentre continuano i lavori di ristrutturazione. Entro fine 2013 sarà completato il trasferimento del dipartimento di Scienze Politiche e tra dieci anni, dovrebbero essere spostate nell'Albergo dei Poveri facoltà di Lingue e Giurisprudenza. Una boccata d'ossigeno per le casse dell'ateneo che potrebbe risparmiare migliaia di euro sia sugli affitti delle aule di via Balbi che sugli uffici di via Bensa.
GENOVA - Bar e negozi per l'Albergo-Campus
L'Università di Genova ha un progetto per recuperare l'Albergo dei Poveri, un edificio storico realizzato più di 300 anni fa per assistere le persone in difficoltà. Il progetto prevede un nuovo campus in stile europeo che potrebbe ospitare oltre 7.000 studenti. Il progetto include la riconversione degli spazi esterni, la creazione di aree gioco e servizi per il quartiere. L'Università non è in grado di finanziare l'operazione da sola e richiede il coinvolgimento dei privati. Il sindaco di Genova, Marco Doria, appoggia il progetto e sostiene che l'università è il futuro della città. Il progetto prevede la creazione di residenze per studenti e la gestione delle risorse economiche.
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