Il dibattito è acceso Il cda si riunisce per affrontare la situazione di crisi dell'ente lirico. Si discute sull'ipotesi di affidare il caso al prefetto di Milano. E il Leoncavallo propone la gestione del teatro degli Arcimboldi Il cda della Fondazione Scala e il consiglio comunale si sono riuniti, nel tardo pomeriggio di ieri, per discutere sugli ultimi sviluppi legati alle vicende del teatro milanese e per cercare una via di uscita alla situazione di emergenza che si è venuta a creare. Di fronte all'«ammutinamento» delle maestranze della Scala, che nella loro assemblea hanno chiesto le dimissioni del cda, del sovrintendente e del maestro Muti, Albertini ha parlato di un commissariamento, la cui opportunità sarebbe però di competenza del ministro Urbani, che ha il compito di «vigilare» sull'ente lirico. Ma il ministro si è augurato «un rasserenamento della situazione», dicendosi propenso a risolvere il caos senza ulteriori scontri. I rappresentanti milanesi dell'opposizione di centrosinistra hanno fatto sapere di non disdegnare un commissariamento (l'affidamento del problema Scala al prefetto Bruno Ferrante), purché sia l'ultima soluzione, dopo aver tentato altri tipi di interventi. E tra le proposte, hanno avanzato quella di rifare il cda e di congelare la carica del sovrintendente Mauro Meli, «poiché ha creato conflitto». I sindacati, da parte loro, durante l'audizione alla Commissione istruzione del senato, si sono dichiarati contrari all'ipotesi di un commissariamento del teatro e hanno chiesto una mediazione di garanzia istituzionale. Delle soluzioni per uscire dalla crisi proposte dall'assemblea dei lavoratori, il sindaco di Milano Albertini non ne ha salvata nemmeno una: «le dimissioni del cda sono un argomento difficilmente perseguibile perché è un organo legittimamente eletto da soci fondatori; inoltre, considero singolare la proposta del sindacato di avere le dimissioni del maestro Muti, il più grande direttore d'orchestra del mondo». Resta però in piedi l'ipotesi di «una consultazione attenta e rispettosa dei ruoli e della programmazione artistica, e della figura di un direttore artistico indipendente e prestigioso, come richiesto dalle stesse maestranze». Per quanto riguarda le possibili dimissioni di Muti, per ora il sindaco non avrebbe ricevuto nessun avviso ma, data la situazione incandescente, non esclude che «il maestro possa stancarsi di questa non-armonia». Intanto, il Leoncavallo si è dichiarato pronto a gestire il teatro degli Arcimboldi, con una proposta firmata dal consigliere comunale di rifondazione Daniele Farina - «Non è una provocazione - ha sostenuto - se ha ragione Fontana, in audizione al senato, l'origine di questa crisi sta negli Arcimboldi, e forse è da lì che bisogna ripartire... È possibile immaginare un insieme di situazioni, centri sociali, comunità migranti, si costituiscano in progetto per assumere la gestione del teatro».
La Scala verso il commissariamento?
Il Consiglio di Amministrazione (CDA) della Fondazione Scala si è riunito per affrontare la crisi del teatro milanese. Il sindaco di Milano, Alberto Albertini, ha espresso la sua disponibilità a risolvere la situazione senza ulteriori scontri. I rappresentanti dell'opposizione di centrosinistra hanno avanzato la proposta di un commissariamento, ma hanno anche espresso la necessità di rifare il CDA e congelare la carica del sovrintendente Mauro Meli. I sindacati hanno espresso la loro opposizione all'ipotesi di un commissariamento e hanno chiesto una mediazione di garanzia istituzionale.
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