Oggi pomeriggio (ore 18) "re-inaugurazione" della libreria dei padri Cappuccini presso la biblioteca comunale "Scarabelli", dopo il lungo e certosino restauro cui è stata sottoposta ad opera della Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta, che ha riportato all'antico splendore questa pregevole testimonianza del '700 nisseno: una libreria che si trova alla "Scarabelli" praticamente dalla sua istituzione fino ad oggi (e quindi negli ultimi 150 anni), dopo essere stata in precedenza al servizio della biblioteca del convento cappuccino di contrada Pigni. Risale, infatti, al 1767 la nascita della biblioteca dei religiosi, erede di una biblioteca molto più modesta risalente al 1698, giusto quanto appurato con le sue ricerche da Antonio Vitellaro, presidente della Società Nissena di Storia Patria, che oggi parlerà di questa "re-inaugurazione". Si deve all'impegno profuso da padre Girolamo Maria da Caltanissetta, al secolo Pietro Guadagno (nato nella nostra città il 10 marzo 1712), grande bibliofilo, la creazione di quella che all'epoca era una delle biblioteche più rinomate della città, appunto quella del proprio convento, che più tardi sarebbe divenuta il nucleo portante della "Scarabelli". A ricordare i meriti del frate nisseno rimangono oggi le testimonianze degli storiografi locali, tra cui Giovanni Mulé Bertòlo, nonché le "Notizie cronologiche" relative al convento cittadino dei Cappuccini; in questi ultimi anni si sono aggiunte le predette ricerche di Vitellaro. Da una iscrizione latina nella libreria cappuccina, e dall'ex libris stampigliato su molte delle relative opere contenute, si risale appunto all'impegno profuso da padre Girolamo che, agevolato anche dalla sua posizione e dall'alta stima goduta in seno all'Ordine francescano, veicolò a Caltanissetta una cospicua quantità di libri che, dopo l'unificazione nazionale e l'istituzione della "Scarabelli", furono dalla stessa incamerati: qualcosa come 4.433 volumi che avrebbero costituito il nucleo più importante del fondo antico. Ha scritto Vitellaro: "Roma, capitale del mondo cattolico, offriva molteplici opportunità di acquistare a buon prezzo interi fondi librari in occasione della morte di prelati o di uomini di lettere, i cui eredi non avevano interesse a conservare un'eredità ingombrante lontana dalle proprie esigenze. Padre Girolamo ebbe modo di comprare intere collezioni e di spedirle a Caltanissetta. Così egli arricchì la biblioteca di opere di grande pregio e, spesso, di grande formato; fece anche costruire una libreria in legno che fu trasferita alla nostra biblioteca assieme ai libri che conteneva". "La distribuzione dei libri - annotava il Mulé Bertòlo - fu fatta in sezioni, ciascuna delle quali era indicata con lettera dell'alfabeto. Le sezioni erano queste: " (A) Gesta sanctorum; (B) Sacri historici; (C) Sancti patres; (D) Sacrae litterae; (E) Concilia et ritus; (F) Theologia moralis; (G) Jus pontificum; (H) Philologia et auctores varii; (I) Jus Caesarum; (K) Sententiae legales; (L) Philosofia et medicina; (M) Itinerantium relata; (N) Historia profana; (O) Sacri intepretes; (P) Expositores; (Q) Predicatores; (R) Teologia dogmatica; (S) Ascetici". Vi erano inoltre una sezione speciale dedicata al "Processus originalis beati Bernardi a Corleone" (il frate beatificato grazie all'impegno di postulatore dello stesso padre Girolamo), e una stanza con i libri messi all'indice dalla Santa Sede e con il busto dello stesso frate nisseno. La libreria, che da oggi ritornerà ad accogliere i testi dei frati così com'erano disposti in origine, fu quasi sicuramente opera degli stessi religiosi, esperti nella lavorazione del legno, come documentano i tanti altari lignei di pregevole fattura che adornano le chiese cappuccine. "Durante i lavori di restauro - riferisce Vitellaro - sono riapparse le scritte relative alle intitolazioni delle varie sezioni, ma non tutte: delle 18 sezioni documentate, 6 non risultano presenti nella libreria restaurata; ciò significa che non tutta la libreria originaria fu trasferita negli anni 1868-70 nel collegio gesuitico per essere rimontata nella stanza quadrangolare in fondo alla sala Dante. La ragione di ciò è facilmente intuibile: lo spazio a disposizione non era sufficiente a contenere tutte le dodici "parti" dell'originaria libreria; sei scaffali sono stati sacrificati e altri tre sono stati "svuotati" nella parti basse per consentire di adattarsi alla presenza di due porte e della finestra che dà su Corso Umberto. Le residue sezioni consentono, oggi, di ricollocare in quei ripiani gli stessi libri ereditati dalla biblioteca cappuccina". La re-inaugurazione sarà oggi preceduta dai saluti del sindaco Campisi e dell'assessore Zurli, e da un ricordo legato alla ricorrenza del 70 anniversario del bombardamento aereo di Caltanissetta, con la testimonianza dell'ing. Elio Basta. Modererà i lavori Alberto Maira presidente dell'Istituto Testasecca. Walter Guttadauria 09072013