(AGENPARL) - Roma, 09 lug - "Positiva l'apertura del ministro Massimo Bray sulle assunzioni al Ministero dei Beni culturali, ora bisogna iniziare il percorso di riorganizzazione del Mibac, a partire dalla deroga al taglio dei posti di lavoro previsto dalla spending review". Questo il commento di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa e Ugl-Intesa dopo l'incontro di oggi al Collegio Romano. All'incontro, che ha seguito la grande mobilitazione degli operatori del Mibac, - scrivono i sindacati in una nota "Bray ha infatti riconosciuto la grave carenza degli organici, così come la necessità di investire nella formazione e nella qualificazione continua dei lavoratori. Apprezziamo l'impegno assunto dal ministro a portare al Mef la proposta di riaprire le graduatorie degli idonei e procedere a colmare progressivamente le attuali carenze di personale. Ma chiediamo un atto di coraggio politico, che sia conseguente e corrispondente alle gravi preoccupazioni che il Ministro stesso ci ha esposto circa il futuro dl Mibac, e che consenta la ripresa di una adeguata politica occupazionale e di riconoscimento professionale". Nei giorni scorsi, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa e Ugl-Intesa avevano accolto positivamente "l'assunzione di responsabilità sul pagamento degli arretrati del salario accessorio, in particolare delle indennità di turno", ma ora invitano a guardare avanti: "E' indispensabile iniziare un percorso serio di riorganizzazione del ministero. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la disponibilità di Bray ad avviare un tavolo tecnico sulle tante questioni aperte. A partire dal riordino dei livelli territoriali del Mibac, direzioni e sovrintendenze, ma anche sul piano dei rapporti tra istituzioni pubbliche e soggetti privati: troppi i soldi spesi in consulenze e appalti e troppo carente l'integrazione tra i soggetti che concorrono alla tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale". "E' su questo che aspettiamo risposte concrete" concludono i sindacati. "Per rilanciare il settore, anche in chiave di sviluppo turistico, occorre investire nei servizi e nelle professionalità: organici, formazione, informatizzazione, comunicazione. L'incontro di oggi è un punto di partenza. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti".
BENI CULTURALI: SINDACATI A BRAY, NON SUFFICIENTE APERTURA SU ASSUNZIONI
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray ha riconosciuto la carenza degli organici e la necessità di investire nella formazione e nella qualificazione continua dei lavoratori al Mibac. I sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa e Ugl-Intesa hanno accolto positivamente l'assunzione di responsabilità sul pagamento degli arretrati del salario accessorio, ma ora chiedono un atto di coraggio politico per iniziare un percorso serio di riorganizzazione del ministero.
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