La pedonalizzazione dei Fori Imperiali è solo il primo passo. Perché il sindaco Marino non ne vuole fare solo una questione di mobilità, che preoccupa non poco i residenti. Ieri è andato a trovare il ministro dei Beni e attività culturali, Massimo Bray, per porre le basi di un progetto più ampio: far ripartire gli scavi nei Fori e allargare il parco archeologico. Certo, i soldi andranno trovati ed è quasi impossibile pensare di smantellare interamente il manto stradale. Ma l'obiettivo di Marino è trovare nel Ministero una sponda per andare oltre a quello che ieri ha definito essere «non solo un problema semaforico». In realtà, infatti, il Ministero non entra in questioni di mobilità che invece riguardano soprattutto chi vive a Monti, Celio ed Esquilino. I Beni culturali, invece, devono per forza essere coinvolti quando si pensa di valorizzare e ampliare la zona archeologica. L'incontro di ieri è durato 40 minuti. Marino si è presentato accompagnato dagli assessori Guido Improta (Mobilità) e Flavia Barca (Cultura) e ha consegnato a Bray un dvd che contiene il progetto di pedonalizzazione. I tecnici del ministero lo visioneranno nei prossimi giorni. Un primo appuntamento decisivo sarà lunedì 8 luglio in conferenza dei servizi. Oltre a Comune e Soprintendenze, parteciperanno anche i tecnici di Atac, Agenzia per la Mobilità e Roma Metropolitane. Una delle possibilità, al vaglio dei tecnici, che ancora stanno limando il progetto di pedonalizzazione, è quella di rendere i Fori imperiali una «zona 30», ovvero di limitare la velocità di taxi e autobus a 30 chilometri orari. Ma Marino e Bray hanno parlato anche di un altro progetto. Mettere insieme la Soprintendenza comunale con quelle del Ministero per avviare una «programmazione congiunta». In pratica, ogni volta che c'è da fare un intervento che riguarda progetti che impattano sul patrimonio culturale (in centro storico quasi tutti) le sovrintendenze dovranno preventivamente mettersi d'accordo. All'uscita dal Collegio Romano, Marino non ha mostrato tentennamenti: «Adesso acceleriamo». L'opposto di quanto gli stanno chiedendo i cittadini che lo esortano a prendere tempo per evitare che il traffico blocchi definitivamente tre rioni già oggi particolarmente intasati. Dario Martini