L'ecomostro, le tre villette sulle colline di Lacona all'Elba restano lì. Il sindaco Barbetti prende tempo mentre tra i progettisti c'è un suo assessore. CAPOLIVERI La «ferita nella collina» c'è. Come risanarla, però, il sindaco Ruggero Barbetti, ancora non lo sa. È probabile - dice - che «non sia in regola l'immobile in costruzione a Lacona» ma prima di bloccare i lavori ci vuole pensare bene. E non solo perché gli appartamenti vista mare sfregiano il profilo di una delle località turistiche più importanti dell'Elba. Il progettista dell'intervento - uno «scempio» secondo Legambiente - è il suo assessore all'ambiente. E, come se non bastasse, è stato autorizzato all'interno di un accordo blindato con i privati per arrivare alla costruzione del canile comprensoriale dell'isola: le case ci sono, ma il canile è svanito. Il fatto ancora più sconcertante della vicenda è che i due progetti con relative convenzioni sono stati approvati dal consiglio comunale lo stesso giorno, il 29 aprile 2011: il canile comprensoriale da 600mila euro, con le sue 15 gabbie a due posti: idem il piano di recupero per realizzare le 5 case da minimo 50 metri quadri l'una. Oggi, però, gli appartamenti concessi ai privati sono in costruzione, sbancando una collina, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico; il canile comprensoriale, a 500 metri, che doveva essere costruito dai Comuni dell'Elba, non ha neppure più i finanziamenti regionali. L'accordo originale. Tutta la vicenda viene fatta risalire alla necessità dell'Elba di avere un canile comprensoriale. Il 20 aprile 2008 il Comune di Capoliveri approva una variante al piano di fabbricazione per trovare lo spazio alla struttura a Lacona, in località Colle Reciso. Il terreno è della Agricola Beta sas, una società di intermediazione immobiliare di Milano. Il patto è chiaro: la società cede gratuitamente al Comune di Capoliveri un'area di 10.216 metri quadrati per il canile (a reddito dominicale del terreno seminativo di 9,74 euro; quello agrario di 6,17 euro). In cambio la Beta sas ottiene la possibilità di costruire, a circa 500 metri, in un'area da urbanizzare, 5 appartamenti, di massimo due piani, previa «demolizione, traslazione e accorpamento delle volumetrie degli edifici e manufatti esistenti» nell'area che fa parte dell'accordo. Volumetria massima 900 metri cubi. «Non si doveva spostare un sasso». Tutti dovevano guadagnare da questo accordo. Il pubblico che si doveva trovare un terreno per il canile e i privati che si ritrovavamo un'area inedificabile trasformata in terreno a destinazione residenziale. In realtà, a oggi solo i privati hanno fatto affari: la Beta sas che ha venduto i terreni edificabili a un'immobiliare elbana e i costruttori dell'isola che stanno edificando. Per Barbetti, la vicenda è finita in questo modo «per colpa dell'amministrazione precedente e di chi ha voluto il canile in questa zona». L'ex sindaco, Paolo Ballerini, però replica: «La convenzione che avevo io in mente era di altro tipo: i privati non avrebbero dovuto spostare neppure un sasso prima che il canile fosse stato completato. Invece, con la nuova amministrazione i privati hanno potuto costruire le case, senza garanzie per il canile». Che oggi non si sa se verrà realizzato. «E infatti - attacca Fausto Martorella, capogruppo dell'opposizione a Capoliveri - noi avevamo detto che la convenzione coi privati non avrebbe dovuto essere firmata fino a quando il Comune non fosse stato pronto a partire con i lavori. Ma non sarà mai pronto perché Barbetti ha condotto una campagna elettorale promettendo di non realizzare il canile, visto che ha molti consiglieri e assessori di Lacona fra i suoi eletti. Oltre al fatto che il progettista delle case è un suo assessore. Noi abbiamo sollevato il problema in consiglio, ma la questione è stata ignorata». Conflitto di interessi. L'assessore Carlo Alberto Ridi è il progettista della Beta sas. L'ingegnere che presenta il piano di recupero per costruire gli appartamenti vista mare a Colle Reciso. Il sindaco Barbetti si finge sorpreso di questa scoperta. Ma già nel 2011 è stato affrontato in consiglio comunale da Luciano Geri - membro di opposizione - sull'argomento. E da allora fornisce a tutti la stessa risposta: «Questo è un incarico professionale antecedente alla sua nomina di assessore». Questo non rende meno complicata la posizione del professionista, tanto più che proprio la qualità dell'intervento edilizio è al centro della polemica . La collina devastata. La costruzione delle case è stata autorizzata, anche se il Comune non è in grado di dire se con permesso a costruire o con quale altro titolo: sul cantiere manca il cartello (previsto per legge) che indica il numero della concessione, il progettista, direttore dei lavori. In ogni caso, il complesso doveva essere realizzato limitando al minimo «gli sbancamenti sul versante retrostante i futuri edifici- dice la commissione comunale del Paesaggio - per ridurre gli effetti dell'alterazione del panorama ». E i piani devono essere due per «ridurre l'impatto paesaggistico delle costruzioni dalla viabilità e dalle principali visuali panoramiche». Colpa della Regione. Barbetti non fa sconti. Se la situazione è questa - dice - la colpa è anche degli enti che hanno consentito che venisse autorizzato l'intervento. «A volte la Sovrintendenza boccia perfino un metro alto un muro e in questo caso, invece, ha dato parere favorevole. E la Regione, poi, ha approvato tutto: la variante e poi anche il piano di recupero. Tutti hanno fatto sistema perché volevano arrivare al canile comprensoriale che a mio avviso in quel luogo non ha senso».
LACONA. Per il Comune l'ecomostro non si tocca
Il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, è sotto accusa per aver autorizzato la costruzione di 5 case a Lacona, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, senza garantire il completamento del canile comprensoriale. Il canile, previsto per 600mila euro, è stato autorizzato dal consiglio comunale lo stesso giorno in cui è stato approvato il piano di recupero per le case. Il progettista delle case è un suo assessore, Carlo Alberto Ridi, e il terreno è stato ceduto gratuitamente dal'azienda Beta sas. La vicenda è stata approvata dalla Regione e dalla Sovrintendenza, ma il sindaco Barbetti sostiene che la colpa sia degli enti che hanno consentito l'intervento.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo