FIRENZE Entro fine mese, in giunta il nuovo piano sul paesaggio. Per avere regole più stringenti per tutti. In particolare a tutela dei luoghi ancora da urbanizzare. Questo il primo impegno dell'assessore regionale all'urbanistica, Anna Marson che guarda all'episodio dell'Elba, di Capoliveri con una certa preoccupazione. Assessore Marson, il sindaco di Capoliveri sostiene, però, che la Regione abbia autorizzato l'intervento in sede di conferenza dei servizi. «Sto recuperando la pratica per capire a fondo la vicenda. Quello che posso dire al momento è questo: in sede di conferenza dei servizi, possiamo entrare solo nel merito della qualità dell'intervento valutando il piano di recupero. Una volta che una previsione è approvata a livello urbanistico, non possiamo cancellarla, altrimenti dovremmo risarcire la proprietà con cifre altissime. Ora voglio vedere che cosa prevedeva la variante al piano di fabbricazione con la quale è stata inserita l'operazione con lo scambio dei terreni per il canile e le abitazioni». La Regione, quindi, non ha modo di bloccare interventi che deturpino il paesaggio? «La riforma della legge urbanistica regionale prevede la possibilità di cancellare previsioni urbanistiche che rinviano a piani attuativi, se non realizzate, allo scadere dei regolamenti urbanistici (dopo 5 anni). Nel caso dell'Elba, però, le previsioni, sono state attuate, entro le previsioni di legge». Nessuno strumento di controllo, allora? «Nel nuovo piano paesaggistico gli aspetti geomorfologici avranno un ruolo strategico. Da un punto di vista procedurale stiamo cercando anche di differenziare le norme dedicate ai luoghi urbanizzati da quelle per i luoghi non ancora non urbanizzati». In che modo? «Stiamo mettendo in piedi meccanismi per salvaguardare gli aspetti paesaggistici soprattutto nei luoghi non ancora urbanizzati. Per i luoghi urbanizzati, invece, forniremo un quadro conoscitivo e interpretativo molto più accurato e indicazioni più puntuali che serviranno ai Comuni per orientarsi e prendere decisioni più attinenti ai contesti». (i.b.)