«Come si fa a bloccare Ponte Vecchio? È una via di passaggio, non si può impedire alla gente di attraversarla. Francamente sono un po' sorpreso». Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ex ministro ed ex soprintendente al Polo museale fiorentino, sembra davvero sbigottito. I Comuni sono in bolletta, Renzi cerca di fare cassa. «Capisco benissimo le ragioni che spingono i sindaci a cedere spazi ai privati, non sono affatto un talebano anzi. Io stesso quando ero a Firenze ho fatto cose simili agli Uffizi e a Palazzo Pitti, so bene quanto costi mantenere in vita il patrimonio culturale e quanto i fondi scarseggino, benché la Soprintendenza di Firenze sia la migliore d' Italia e capace di un' ottima gestione. Ma un ponte è come una strada, non lo si sbarra al passaggio per darlo in esclusiva a privati». Hanno pagato centomila euro, per Ponte Vecchio. «Direi che hanno pagato poco ma, ripeto, qui non è questione di cifre. Non si chiude un ponte di collegamento, per di più senza avvisare per tempo i cittadini». Renzi sta anche pensando di brevettare un brand che identifichi Firenze nel mondo, tipo "I love Ny ". «Detesto la parola brand e gli inglesismi in genere. Se comunque l' uso del marchio può portare dei vantaggi perché no? Niente da obiettare».
FIRENZE - Possono noleggiare ogni parte di città ma non i luoghi centrali di passaggio
Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha espresso sorpresa per la decisione dei Comuni di cedere il controllo di Ponte Vecchio a privati. I sindaci hanno pagato 100.000 euro per l'esclusiva. Paolucci sostiene che un ponte non si può "bloccare" e che la decisione è "sbigottita". Il ministro Renzi sta considerando di brevettare un marchio per identificare Firenze nel mondo. La decisione è stata criticata per non aver avvisato i cittadini e per non essere una scelta "giusta". I Comuni hanno spiegato che hanno pagato per mantenere il patrimonio culturale.
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