SCIACALLI: non usa mezzi termini la soprintendente archeologa di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, per definire gli allarmismi degli ultimi giorni sullo stato di salute degli scavi di Pompei. «Perché lanciare un allarme di questa portata?» si interroga l' archeologa. E spiega: «Gli sciacalli sono molti». Difficile capire a chi si riferisce la soprintendente, ma è evidente che quello che si sta consumando attorno a Pompei assume sempre più i contorni di una guerra intestina. «Non c' è alcun ultimatum al 31 dicembre per Pompei nel report degli ispettori dell' Unesco - spiega la Cinquantaquattro - e l' unica decisione sul sito archeologico potrebbe essere assunta nel 2015, all' esito dei lavori del Grande Progetto Pompei». Nel "Report della missione Unesco-Icomos" del gennaio scorso «la data del 31 dicembre 2013 - spiega la soprintendente - si riferisce alla termine di presentazione della bozza del Piano di gestione di Pompei, piano al quale stiamo lavorando». Da Roma, a margine della presentazione rapporto annuale Federculture, il ministro per i Beni culturali Massimo Bray precisa: «Servono duemila unità nella custodia e nella vigilanza, ma serve anche trasparenza sulle gare. L' ultimo concorso è del 2008 ed è stato fatto per 400 persone: si sono presentati in 139 mila di cui più dell' 80 laureati. A Pompei occorre un piano per mettere in atto i cantieri secondo il piano strategico stabilito. Per il lotto dei primi cinque cantieri - dice - da oggi il terzo è in funzione. Gli altri due sono fermi per verifiche sugli aggiudicatari in corso. Al più presto - assicura Bray - verrà varato il bando per la messa in sicurezza del 50 per cento del territorio dell' antica Pompei, grazie ad un sistema di videosorveglianza che è un altro dei punti che l' Unesco sottolineava come necessario e urgente. E adotteremo misure capaci di rispettare la sfida di aprire 39 cantieri entro il 2015».
CAMPANIA - Troppi sciacalli sugli scavi di Pompei
La soprintendente archeologa di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, ha espresso preoccupazioni sugli allarmismi sullo stato di salute degli scavi di Pompei. Gli sciacalli sono molti e la situazione assume contorni di guerra intestina. La Cinquantaquattro spiega che il report degli ispettori dell'Unesco non prevede un ultimatum al 31 dicembre per Pompei, ma solo la presentazione della bozza del Piano di gestione del sito archeologico. Il ministro per i Beni culturali Massimo Bray ha precisato che servono duemila unità nella custodia e nella vigilanza, ma anche trasparenza sulle gare. A Pompei occorre un piano per mettere in atto i cantieri secondo il piano strategico stabilito.
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