Le strade, i monumenti, le case, gli scorci più belli di Pompei negli acquerelli "dal vero" di Luigi Bazzani al Museo Archeologico Nazionale. Si chiama "Davvero! La Pompei di fine '800 nella pittura di Luigi Bazzani", la mostra che s'inaugura giovedì alle 17.30 presso la sala XCV al primo piano del Mann, Museo archeologico nazionale, alla presenza del soprintendente archeologo di Napoli e Pompei Teresa Elena Cinquantaquattro e della direttrice del museo Valeria Sampaolo (fino al 6 gennaio 2014, tutti i giorni 919.30, chiuso martedì, ingresso 8 euro). Il progetto espositivo, frutto di una ricerca su Pompei ed Ercolano da parte del Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Sezione Archeologia dell'Università di Bologna, diretto da Daniela Scagliarini ed a cura di Riccardo Helg, è stato realizzato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, sede della mostra da marzo a maggio di quest'anno, con la partecipazione della Fondazione Banco di Napoli e di UniCredit. Così "Davvero! La Pompei di fine '800 nella pittura di Luigi Bazzani", che ora fa tappa a Napoli al Museo archeologico, in qualche modo torna a casa, nella sede più deputata ad ospitarla. «La mostra - spiega la direttrice Sampaolo - intende richiamare l'attenzione dei visitatori del museo su Pompei, per invitare poi tutti ad andare a ritrovare dal vero e sul posto quegli angoli e quegli scorci rappresentati così realisticamente dal pittore bolognese Luigi Bazzani tra fine Ottocento e inizi Novecento». Una sorta di gioco tra ieri ed oggi dove il tempo a volte sembra essersi fermato ed altre volte no, cambiando inesorabilmente lo stato delle cose. Così in più di 30 acquerelli firmati da Bazzani, provenienti dall'Archivio disegni della soprintendenza, accompagnati da circa 20 riproduzioni di alcuni di quelli custoditi presso il Victoria and Albert Museum di Londra e presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, si ripercorrono gli angoli più suggestivi dell'antica città romana di duemila anni fa. Il Foro, le Terme, il Teatro piccolo, via di Mercurio, il vicolo del Farmacista oggi aperti al pubblico, ma anche alcuni luoghi al momento chiusi, come la Casa dei Vettiio quella di Marco Lucrezio. «Luoghi che saranno presto di nuovo fruibili - aggiunge la Sampaolo - grazie agli interventi di manutenzione e restauro previsti entro il 2015 dal Grande Progetto Pompei». Luigi Bazzani, scenografo e pittore nato a Bologna nel 1836 e vissuto a lungo a Roma dove insegnò anche all'Istituto di Belle Arti, conferma "Davvero!" - come recita con un'esclamazione di meraviglia il titolo dell'esposizione - la sua capacità nel riprodurre Pompei a partire dal 1876, per quasi un trentennio, fino al 1910 circa. L'artista riporta su carta con assoluta precisione e realismo, servendosi anche dei primi apparecchi fotografici, allora ancora non a colori, edifici e pitture a colori dell'area archeologica su cui si stava ancora scavando, con l'intento di far rivivere nell'osservatore di allora il fascino e l'emozione di una visita nell'antica città romana. Bazzani, come un fotoreporter ante litteram, ci conduce in un viaggio a ritroso nel tempo, per poter assistere con lui in diretta alla scoperta delle rovine da poco riportate alla luce dalle ceneri del Vesuvio, come per la Casa dei Vettii, ritrovata nel 1894 e raffigurata con quell'insolito colore azzurro che ancora oggi occupa la parete del Supplizio di Penteo.