IN TEMPI di crisi, l'arte entra in un monastero di clausura per creare un circuito virtuoso tra cultura ed economia. A Catania è stato inaugurato il Macs, Museo arte contemporanea Sicilia, all'interno del Convento di clausura delle Benedettine di via Crociferi. Sarà possibile visitare mostre moderne come "Furia Corporis" del giovane catanese Alfio Giurato, curata da Alberto Agazzani, ma anche ammirare il settecentesco parlatorio e la sontuosità della Chiesa di San Benedetto. «È proprio vero che quando il Signore vuole qualcosa, lui stesso apre la strada e ispira i progetti - dice madre Giovanna, priora del Monastero di San Benedetto - Ci siamo chieste come poter rendere più fruibile questo bene patrimonio dell'Unesco. Abbiamo contattato un nostro amico che ha condiviso la nostra idea e ci ha guidati alla realizzazione di questo progetto». «La filosofia è quella di instaurare un dialogo tra l'arte del passato e l'arte contemporanea - dice Giuseppina Napoli, direttrice del Museo - Contiamo di potenziare lo spazio museale». I visitatori, pagando 5 euro, potranno ammirare la Chiesa di San Benedetto affrescata dall'artista messinese Giovanni Tuccari, la Domus romana e il parlatorio con le caratteristiche "gelosie", le grate dietro le quali le monache potevano, molto raramente, incontrare i parenti. La sala è illuminata da una luce naturale che arriva dal chiostro esterno. La visione di questo parlatorio ispirò Giovanni Verga, alla fine dell'Ottocento, per la stesura del romanzo "Storia di una Capinera".
PALERMO - l'arte contemporanea tra le suore di clausura
A Catania è stato inaugurato il Macs, Museo arte contemporanea Sicilia, all'interno del Convento di clausura delle Benedettine di via Crociferi. Il museo ospita mostre moderne come "Furia Corporis" del giovane catanese Alfio Giurato, curata da Alberto Agazzani. Il museo è stato realizzato grazie a un progetto che ha instaurato un dialogo tra l'arte del passato e l'arte contemporanea. I visitatori potranno ammirare la Chiesa di San Benedetto affrescata dall'artista messinese Giovanni Tuccari, la Domus romana e il parlatorio con le caratteristiche "gelosie". Il museo è aperto al pubblico e i visitatori potranno pagare 5 euro per visitarlo.
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