Dopo l'ultimatum dell'Unesco interviene il ministro dei Beni culturali: "Due dei primi cinque cantieri sono già avviati, entro il 2015 ne apriremo 39" NAPOLI «Entro il 2015 apriremo 39 cantieri a Pompei». Il ministro Bray interviene per mettere la parola fine alla polemica scatenata dall'ultimatum Unesco che sottolineava il rischio di esclusione del sito dal Catalogo del patrimonio mondiale. «Il richiamo dell'organizzazione delle Nazioni Unite è un allarme che prendo in seria considerazione dice il ministro dei Beni culturali e il turismo Pompei è un simbolo per il nostro paese e stiamo già lavorando per superare gli urgenti problemi del sito archeologico». Bray fa il bilancio degli interventi, già rilevati dagli ispettori Unesco varie volte in visita all'area vesuviana: «Due dei primi cinque cantieri sono avviati, il terzo partirà in questi giorni e gli altri due sono fermi per un supplemento di controlli sulla trasparenza, ma vinceremo questa sfida. Insieme al governo sono impegnato su Pompei e per un piano complessivo di rilancio dei beni culturali». A Pompei gli incendi della polemica si sviluppano con faciltà. Del resto il presidente della commissione nazionale italiana Unesco, Giovanni Puglisi, ha puntualizzato che nella relazione non si è imposto «alcun diktat, ma uno stimolo a recuperare rapidamente, un pro memoria di problemi a conoscenza di tutti». Secondo Puglisi «il termine del 31 dicembre non è perentorio, ma ad adiuvandum. Questo governo si muove bene e le prime mosse di Bray sono state ottime. Il dilemma sono le risorse: ce ne sono dell'Unione europea e bisogna trovare strumenti per renderle immediatamente fruibili. Ma su questo fronte l'Italia sta facendo più di altri Paesi». «La vera priorità denuncia l'ex ministro Rutelli è assumere cento nuovi tecnici per arrestare il degrado, in deroga alle complicate procedure». La soprintendente archeologa Teresa Elena Cinquantaquattro fornisce dati significativi: «Tra il 2011 e il 2012 abbiamo messo in sicurezza oltre cento punti della città antica per un milione di euro in fondi ordinari usati per manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra questi poteva esserci il prossimo crollo, e abbiamo evitato il rischio. Nei prossimi giorni partono i bandi per più di metà dell'area scavata e dopo l'estate si aprono i cantieri. Ho fiducia nel lavoro svolto».
Bray: "Pompei simbolo d'Italia, lavoriamo per rispettare i tempi"
Il ministro dei Beni culturali Bray interviene per rispondere all'ultimatum dell'Unesco, che ha sollevato preoccupazioni sullo stato di conservazione di Pompei. Bray afferma che due dei primi cinque cantieri sono già iniziati e che entro il 2015 ne apriremo 39. Il ministro denuncia che il sito archeologico è stato colpito da problemi urgenti, come l'esclusione dal Catalogo del patrimonio mondiale. Bray fa il bilancio degli interventi già rilevati dagli ispettori Unesco e afferma che il governo sta lavorando per superare gli urgenti problemi del sito.
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