Il ministro: il richiamo arrivato dall'Unesco è un allarme che prendo in seria considerazione. Il soprintendente: "Niente di nuovo, rispetteremo le scadenze" "Pompei è un simbolo per il nostro Paese, il richiamo dell'Unesco è un allarme che prendo in seria considerazione e stiamo già lavorando per superare gli urgenti problemi del sito". Così il ministro dei beni culturali e del turismo Massimo Bray sul monito arrivato ieri dall'Unesco. Per Pompei, spiega il ministro Bray, "Due dei primi cinque cantieri sono avviati, il terzo partirà in questi giorni e gli altri due sono fermi per un supplemento di controlli sulla trasparenza". "Entro il 2015 - dice ancora - dovremo aprirne 39, una sfida che abbiamo intenzione di vincere. Insieme al governo sono impegnato su Pompei e per un piano complessivo di rilancio dei Beni culturali". Ma lultimatum dell'Unesco al governo italiano su Pompei non sembra preoccupare il soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei Teresa Elena Cinquantaquattro: "Gli ispettori - dice - hanno preso visione dei problemi e di quanto abbiamo fatto già mesi fa e rispetto ad allora non c'è niente di nuovo. Entro il 31 dicembre dovremo fare un rapporto sulle attività svolte per la conservazione del sito. Ma grazie ai lavori effettuati siamo fiduciosi". "Abbiamo in campo - prosegue il soprintendente - opere in attuazione del 'Grande Progetto Pompei' per fondi straordinari e ordinari e quanto a questi ultimi, tra il 2011 e il 2012 abbiamo assicurato una diffusa manutenzione che ci ha consentito di mettere in sicurezza più di cento punti della Città Antica". "Nei prossimi giorni - aggiunge - si provvederà alla procedura dei bandi per i lavori di messa in sicurezza delle regioni VI, VII e VIII, cioè più della metà dell'area già scavata. Dopo l'estate saranno aperti i cantieri". Il soprintendente ribadisce, quindi, di avere fiducia che l'Unesco valuterà positivamente l'impegno profuso per salvaguardare il patrimonio archeologico di Pompei. Sulle gare al massimo ribasso contestate dai sindacati, però, sottolinea: "Noi lavoriamo sempre ai sensi delle norme vigenti. La nostra scadenza più importante è relativa alla spesa dei Fondi europei entro il 2015".